i centri autogestiti dagli anziani
I Centri sono sorti prevalentemente per consentire che le persone anziane potessero
da un lato aggregarsi e dall'altro socializzare. La caratteristica che distingue
la nostra esperienza da altre similari è l'autogestione e il totale volontariato
di chi presta la propria opera per il funzionamento del Centro stesso.
Se vogliamo analizzare più profondamente la natura dei Centri, possiamo notare
che a queste due primarie finalità si sono progressivamente aggiunte la solidarietà
verso i propri coetanei, un'attenzione sempre più consapevole alla conservazione
della propria salute, una ricerca di una qualità di vita più elevata.
Tuttavia, nella fase iniziale, il carattere della solidarietà è sempre
stato orizzontale, ossia verso i Soci.
Successivamente (e questo costituisce un elemento qualitativo di crescita di non
poco conto) si è passati da una solidarietà orizzontale ad una verticale,
ponendo attenzione agli altri, ai loro bisogni e al modo più adeguato per
poterli in qualche modo alleviare. Questa qualificazione si è poi accompagnata
con una sempre maggiore attenzione alle tematiche culturali e alla collaborazione
con le altre Associazioni del territorio.
Oggi, sia pure con le dovute differenze legate sia alla dimensione che alla potenzialità
dei singoli Centri, si può dire che le attività portanti siano:
- l'aggregazione, che rimane un elemento fondamentale per non lasciare l'anziano
nella propria solitudine;
- la socializzazione, ossia lo stare insieme per realizzare un sia pur minimo progetto
(dalla partita a carte al consumo delle crescentine, dal ballo popolare al gioco
della tombola, dal gioco degli scacchi a quello del biliardo);
- la cura della propria salute, sia fisica coi corsi di ginnastica dolce che mentale
con vari corsi di ginnastica della mente;
- l'informazione medica, con apposite conferenze sull'alimentazione e sulle modalità
di condurre la propria vita programmate unitamente a varie Associazioni;
- la prevenzione, che costituisce il miglior antidopo nei confronti delle malattie;
- la conservazione della memoria, tramite dapprima la raccolta di testimonianze ed
immagini del passato (dai mestieri scomparsi a come si svolgeva la vita economica
di un tempo, dai fotoconfronti tra angoli attuali e quelli di una volta ai giochi
che si facevano), poi attraverso la pubblicazione di volumi che tramandassero la
vita di un tempo;
- l'arricchimento culturale, dai corsi di pittura alla frequentazione teatrale, dai
gruppi di lettura alla visione di film per approfondire particolare tematiche, dalla
pratica teatrale alle palestre di scrittura (queste attività trovano in parte
il coinvolgimento anche delle scolaresche del territorio);
- il turismo etico e solidale, tramite gite, gemellaggi e soggiorni che sappiano
unire al giusto desiderio di trascorrere momenti sereni l'opportunità di
coltivare la conoscenza dei costumi, delle usanze e della storia culturale e sociale
delle località ospitanti;
- il rapporto intergenerazionale, attuato con modalità diversissime a seconda
dei Centri coinvolti, teso a consolidare quel legame tra generazioni che da un lato
garantisce la conservazione della memoria e dall'altro rinsalda gli indispensabili
rapporti di continuità affettiva e sociale;
- l'attenzione alla solidarietà, manifestata concretamente attraverso la gestione
di attività il cui utile viene investito in progetti sempre più mirati
a coinvolgere anche le Istituzioni per dare un maggior risalto e peso al nostro
intervento (alcuni esempi recenti sono stati l'avviamento di un posto di pronto
soccorso in Kosovo, una scuola nel Chiapas, un punto di primo soccorso in Afghanistan,
una dotazione di strumenti agricoli per i "senza terra" brasiliani, l'ospitalità
ai bambini di Cernobyl, le donazioni fatte sia all'ANT che alla Lega contro i Tumori,
il progetto di ricostruzione di un villaggio e delle attrezzature per la pesca dopo
lo tsunami);
- la conservazione di alcune attività artigianali, dal ricamo alla cucina,
con una particolare attenzione alla costruzione di bambole di pezza, sia le "Pù"
che le Pigotte per l'UNICEF;
- la conoscenza e il rispetto per le altre culture, in altri termini una politica
dell'accoglienza capace di favorisce il sempre più corretto inserimento dei
"nuovi cittadini".
inizio pagina