ANCeSCAO
Associazione Nazionale Centri Sociali, Comitati Anziani e Orti

l'esperienza ortiva

Le zone ortive costituiscono un elemento non secondario né marginale della nostra associazione, non soltanto perché lo Statuto prevede che i vari comitati di gestione degli orti possano aderire all'ANCeSCAO, ma soprattutto in quanto le zone ortive rappresentano una importante forma di aggregazione e di lotta al decadimento della qualità della vita.

Ci sono sicuramente esperienze diversificate a seconda di dove sorgono le zone ortive, ma riferendo delle notizie riferentesi alla zona di Bologna crediamo di non andare molto lontani da un quadro di riferimento globale.

A Bologna l'esperienza degli orti nasce negli anni 1980 e 1981 con i seguenti obiettivi:

  • evitare l'isolamento dell'anziano;
  • contribuire a mantenerlo autosufficiente;
  • permettergli un sano impiego del tempo libero;
  • facilitargli occasioni d'incontro, di discussione e di vita sociale.

Il terreno dei vari orti era e rimane di proprietà comunale. La gestione dei vari appezzamenti è tuttora affidata agli anziani in pensione. Oggi, dopo oltre venticinque anni di esperienza le aree ortive sono circa 20 per un totale di 3000 orti.

Inizialmente, quando gli orti nacquero, gli assegnatari erano prevalentemente ex contadini, ex braccianti che a seguito dell'industrializzazione degli anni Cinquanta e Sessanta erano emigrati dalle campagne verso la città per lavorare nelle fabbriche e, al momento del pensionamento, avevano ricercato in città, attraverso la cura dell'orto, un ritorno alle origini.

Oggi gli ex agricoltori non superano il 6% degli assegnatari, mentre gli altri sono ex operai, tecnici, impiegati, commercianti, casalinghe, poliziotti, carabinieri, informatici.
Un rilevamento datato 2005 suddivide così l'età degli assegnatari:

  • circa 20% hanno meno di 60 anni;
  • circa 20% hanno meno di 60 anni;
  • circa il 30% ha oltre 70 anni.

Esiste un apposito regolamento (elaborato dal Coordinamento provinciale ANCeSCAO di Bologna in piena collaborazione con l'Assessorato alle politiche sociali del Comune) che prevede:

  • una Assemblea annuale per ogni zona ortiva per eleggere il Presidente e il Comitato e per discutere il bilancio;
  • l'uso esclusivo di concimi organici;
  • le regole per un opportuno risparmio idrico;
  • le disposizioni per combattere la zanzara tigre;
  • la conduzione dell'orto come un arredo urbano.

Per completare il quadro e nel contempo ampliarlo a tutta la Provincia si può notare:

  • che in 23 Comuni è maturata l'esperienza degli orti che hanno raggiunto complessivamente quasi le 3000 unità;
  • che orti con analoghe tipologie ci sono anche in Umbria, Toscana, Puglia e Lombardia;
  • che le donne rappresentano circa un terzo del totale degli assegnatari.

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