“Ricostruire una comunità solidale”: ANCeSCAO partecipa al Laboratorio del Forum

ANCeSCAO presente al Laboratorio & BarCamp del Forum del Terzo Settore sul tema del Ruolo del Volontariato

Il 24 settembre scorso i rappresentanti di ANCeSCAO hanno preso parte al Laboratorio & BarCamp organizzato dal Forum del Terzo Settore e CSVnet in preparazione della Giornata Internazionale del Volontariato che si terrà il prossimo 5 dicembre. La partecipazione attiva di ANCeSCAO A.P.S. nel Forum Nazionale del Terzo Settore permette all’intera Rete Associativa di rimanere sempre aggiornata sugli sviluppi del mondo del volontariato e dell’associazionismo.

La discussione è stata incentrata sul tema “Ricostruire una comunità solidale, il ruolo del Volontariato”, coadiuvata dai Professori Luca Gori (Sant’Anna di Pisa) e Andrea Volterrani (Tor Vergata), da Don Armando Zappolini (CNCA) e dai tecnici FQTS.

Durante l’assemblea in plenaria sono stati esposti i 3 temi-guida del laboratorio:

  1. Il ruolo delle associazioni e del volontariato dentro la Riforma del Terzo settore
  2. Il welfare comunitario generativo
  3. Il volontariato nelle grandi strategie dell'agenda 2030

Ha avviato la discussione sul primo punto il prof. Gori che ha richiamato Il Codice Unico del Terzo Settore e la definizione della figura del volontario, “Il volontario è una persona che, per sua libera scelta, svolge attività in favore della comunità e del bene comune, anche per il tramite di un ente del Terzo settore, mettendo a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità per promuovere risposte ai bisogni delle persone e delle comunità beneficiarie della sua azione, in modo personale, spontaneo e gratuito, senza fini di lucro, neanche indiretti, ed esclusivamente per fini di solidarietà”, e la sua promozione. “E”, prosegue Gori “il codice del terzo settore ha introdotto novità significative proprio in relazione al volontariato, finora concepito come un fenomeno collettivo. Basti pensare che anche per la legge, i volontari non potevano che essere soci di Odv. La nuova normativa ha invece scelto di adeguarsi ad un’idea di volontariato proposta in ambito internazionale. L’idea del “lavoro gratuito” ha sempre costituito un problema concettuale, perché il lavoro è collegato alla retribuzione ed il volontariato costituisce un’eccezione potenzialmente problematica, perché è facile ‘fingere’ come volontariato lavoro nero.”

“La giornata di studio/laboratorio ha come finalità quella di chiarire le nostre visioni e concezioni per aiutare a ricostruire una Comunità Solidale, partendo dal ruolo che il volontariato può avere dentro questo progetto”, ha spiegato il prof. Volterrani in merito al tema del Welfare generativo. La Comunità Solidale è di fatto un’alternativa alla degenerazione di valori che la nostra società, a livello globale, sta vivendo, è la risposta all’individualismo e all’egoismo che dilaga.  Nella Comunità Solidale la gente comune svolge un ruolo attivo per determinare il corso di tutte le dimensioni della vita umana: economica, sociale, culturale, politica e ambientale e il volontariato ha proprio il ruolo di rigeneratore della Comunità solidale. I volontari, infatti, sono una parte numerosa e importante della società che non ha smarrito la bussola, sono portatori di valori, convinti che il mondo, nelle sue diverse società, luoghi di lavoro e di vita, e organizzazioni, dovrebbe essere costruito in maniera partecipativa, partendo dal rispetto del diritto delle persone e dei popoli di decidere il proprio sviluppo.

L’ultimo tema è stato esposto da Don Armando Zappolini ed ha riguardato i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030, obiettivi che dovranno essere realizzati entro il 2030 a livello globale da tutti i Paesi membri dell’ONU. Ciò significa che ogni Paese del pianeta è chiamato a fornire il suo contributo per affrontare in comune queste grandi sfide. Particolarmente caro al parroco l’obiettivo n.10 (Ridurre le disuguaglianze all’interno dei e fra i Paesi), che si può raggiungere inserendo la nostra azione di volontari nel quadro del contrasto ad ogni forma di discriminazione e di dominio. In particolar modo, la discriminazione e l’oppressione verso le donne, i bambini, i giovani, gli adulti in età avanzata, i migranti, i poveri e le persone con disabilità.

Presente anche Claudia Fiaschi, portavoce del Forum, che ha sottolineato l’importanza dell’esempio dei volontari e dell’eredità che lasciano alle loro comunità, individuando proprio in ciò il senso del civismo organizzato.

La giornata è proseguita con la creazione di 3 gruppi di lavoro sui 3 temi distinti: si è adottato il metodo del laboratorio/barcamp affinché sia innanzitutto un “incontro tra persone”, prima che un “confronto tra posizioni”. I risultati del lavoro di gruppo verranno utilizzati per aprire una riflessione che consenta di considerare la giornata del 5 dicembre un punto di partenza, e non un momento celebrativo, da cui avviare una nuova fase che veda il Volontariato protagonista nella costruzione di un mondo migliore, più coeso e meno diseguale.

ANCeSCAO, dal canto suo, conosce bene la realtà dei suoi volontari e sa che lavorano quotidianamente per realizzare una visione che crede nell’importanza di un contesto solidale, che abbia lo scopo di costruire e di potenziare una economia dove le persone e la terra sono centrali. ANCeSCAO condivide pienamente l’approccio etico dell’economia sociale solidale, basato sui principi dello sviluppo sostenibile, che dà priorità al benessere delle popolazioni e del pianeta nei confronti dei profitti e di uno sviluppo cieco.

2019