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Time to Care per i nuovi bisogni nella terza età. Il questionario a cura delle giovani volontarie del Pino Verde

Chi è l'Anziano di Ponte San Nicolò? Grazie alle volontarie di Time to Care, il progetto ha saputo evolversi alla ricerca dei nuovi bisogni della popolazione più anziana.

Nel corso del 2021 si sono concretizzate le iniziative proposte dai centri ANCeSCAO selezionati nell'ambito del progetto 'Time to Care, promosso dal Forum Nazionale del Terzo Settore, il Dipartimento per le politiche giovanili e Servizio civile universale e il Dipartimento per le politiche della famiglia che ha coinvolto giovani under 35 in tutta Italia nell'impegnarsi attivamente in iniziative di welfare leggero per la popolazione anziana, considerata la categoria maggiormente colpita dalle conseguenze della pandemia. Tra le associazioni aderenti ad ANCeSCAO che hanno partecipato al progetto anche l'Associazione di Promozione Sociale 'Pino Verde' di Ponte San Nicolò (PD) con cui hanno collaborato tre giovani volontarie, Cristina Guzzon, Maria Elena Rosso e Valentina Mastrandrea, nella realizzazione di un interessante ed utile questionario strutturato appositamente per individuare i bisogni della popolazione anziana del territorio (con particolare attenzione agli iscritti del Pino Verde) al fine di proporre percorsi di empowerment e potenziamento delle proprie risorse, di costruzione di proposte ludico-culturali e di consolidare una rete intorno al tema della terza età e dell'intergenerazionalità.

Con cura e attenzione Cristina, Maria Elena e Valentina hanno creato e somministrato il questionario indagando i bisogni di 328 over 65 (di cui il 10,8 % residente nel comune) anche attraverso interviste, sia in presenza che in modalità telematica, telefonicamente e online fornendo a tutti il link specifico. I risultati del lavoro e l'intero percorso sono stati presentati Martedì 25 Ottobre presso il Centro Rigoni Stern, alla presenza del Sindaco Martino Schiavon e dell'Assessore alla Terza Età Alessia Gasparin.

Cosa è emerso: Chi è l'Anziano di Ponte San Nicolò?

Dai dati raccolti si può affermare che la maggior parte degli anziani di Ponte San Nicolò vive con il coniuge, si sente in linea o addirittura più giovane della sua età anagrafica, si ritiene autosufficiente nel compimento delle attività di vita quotidiana e pensa che lo sarà ancora per qualche anno.

È emerso un gruppo di persone per lo più resiliente, che mantiene la propria percezione di autonomia ed autodeterminazione. Si rileva inoltre che il 20% del campione si reputa più vecchio della sua età. Èproprio qui che l'Associazione di Promozione sociale 'Pino Verde' può intervenire, aiutando queste persone a valorizzare le proprie capacità, migliorandone l’empowerment e le strategie di coping/adattamento.

Quasi tutti gli anziani intervistati hanno contato sulle reti di sostegno di famigliari e del vicinato. Dal questionario emerge un forte bisogno di socializzazione. Nonostante la maggior parte degli intervistati viva con il coniuge (ma è rilevante anche il fatto che 1/4 affermi di vivere solo), c’è un forte desiderio di trascorrere più tempo in compagnia, un tempo autentico, frutto di una connessione emotiva condivisa. Le misure restrittive legate alla pandemia hanno fatto sì che si sospendessero o si riducessero le opportunità d’incontro e di socializzazione, le stimolazioni cognitive e fisiche sono così diminuite e sono venute meno anche le attività a ciò destinate organizzate dal centro ANCeSCAO, che per molte persone rappresentavano le uniche opportunità di socializzazione. Si è esacerbato il senso di solitudine.

Oltre ad interventi più o meno strutturati, è necessario quindi costruire interventi di prossimità che permettano all’anziano di non cadere in un vortice di abbandono e di scoraggiamento, tutto a carico dei figli, assoggettandoli al rischio di schiacciamento tra l'essere curati dai figli e una condizione di bisogno più significativa. È quindi proprio grazie a realtà come quelle del Pino Verde che gli anziani possono trovare gli spazi e i luoghi per la socializzazione, per il ritrovarsi. Dai dati emersi, inoltre, appare importante informarsi, su varie tematiche culturali e non, lavorare sulla propria crescita personale, essere padroni autonomi e competenti nel gestire il proprio ambiente circostante.

Cosa proporre?

Di seguito, una serie di possibili attività e tematiche di approfondimento compatibili ai bisogni emersi:

  • Laboratori in cui conoscere particolari tematiche psicologiche e riconoscersi all'interno delle stesse (esempio: memoria, emozioni, accettazione di sé, mindfulness…), in modo da offrire spazi per supportare l’adattamento.
  • Attività in cui ci si senta autonomi e ancora in grado di “poter fare”: volontariato, banca delle ore (io aiuto te per una cosa e tu mi aiuti per un’altra).
  • Attività per la promozione dell’invecchiamento attivo, per promuovere l’autosufficienza: passeggiate, corsi di ballo, ginnastica aerobica.
  • Attività di socializzazione e partecipazione sociale: giochi da tavolo, competizioni, gite, uscite in compagnia.
  • Attività di supporto per chi ricerca un aiuto: supporto psicologico, telefono-amico.
  • Corsi di formazione su particolari temi, come aspetti burocratici, uso della tecnologia, inglese, decadimento cognitivo, in modo da sorreggerne l’autonomia.
  • Intergenerazionalità, come condivisione di conoscenze, relazione interpersonale, reciprocità tra attori di età diverse, per aumentare l'autostima e la capacità di dar significato alla propria vita. L'intergenerazionalità previene la depressione, dà significato alla vita quotidiana, stimola un forte senso di appartenenza per gli anziani, per i giovani migliora il rendimento scolastico e l’acquisizione di nuove conoscenze, fornisce gli strumenti del rispetto, della sensibilità e della comprensione, aumenta le competenze relazionali e li sensibilizza al rispetto alle problematiche correlate alla senescenza ed il pregiudizio, al pensiero solidale. L’interazione tra generazioni, inoltre, rafforza la coesione sociale ed il senso condiviso di collettività, migliora la qualità della vita individuale e collettiva. L’intergenerazionalità risulta essere un’ottima risposta ad un invecchiamento di successo sia individuale che sociale.

Conclusioni

Un progetto che ha saputo evolversi e adattarsi, rispetto alla proposta originaria, di fronte alle disposizioni ministeriali e alle restrizioni presenti sul territorio riscuotendo comunque un grande successo e rappresentando un'esperienza sicuramente unica e preziosa per tutti i partecipanti, racconta il Presidente del Pino Verde Pietro Coletto: "Il lavoro è stato apprezzato dai cittadini, dal Sindacato pensionati di Cgil e Cisl, dal Sindaco Martino Schiavon e dagli assessori intervenuti alla presentazione dei lavori il 25 Ottobre al Centro Civico "Rigoni Stern" di Ponte San Nicolò prima, e all'intera Giunta Comunale in una serata conviviale. "Spero davvero che tutto ciò possa essere di aiuto agli associati del Pino Verde, alla terza età e alla cittadinanza tutta."

 

 

Veneto, #ripresAncescao, 2022