Chiusura dei Centri Sociali: ANCeSCAO A.P.S. lancia un appello al Governo

A fronte delle disposizioni emanate dal DPCM del 24 Ottobre 2020 che comportano un nuovo periodo di chiusura per tutti i Centri sociali, culturali e ricreativi ANCeSCAO A.P.S. lancia il proprio appello al Governo.

L'ANCeSCAO - A.P.S. (Associazione Nazionale Centri Sociali, Comitati Anziani e Orti) è una associazione nazionale, democratica, apartitica e senza fini di lucro iscritta all'Albo Nazionale delle Associazioni di Promozione Sociale e riconosciuta ufficialmente dal Ministero dell'Interno con il D.M. n. 559/C.4749.12000.A. (113) del 4 marzo 1994 quale "Ente nazionale a finalità assistenziali", che ha quale scopo istituzionale primario quello di aiutare gli anziani a vincere la solitudine e l'emarginazione proprie della vecchiaia, causa dell'acceleramento e del decadimento psicofisico delle persone non più giovani.

Alla predetta nostra Associazione Nazionale aderiscono circa 1.400 Centri sociali, ricreativi e culturali per anziani, dislocati in tutte le zone del Paese, con oltre 380.000 iscritti.

Si tratta, com’è evidente, di un comparto della società del quale il nostro Paese non può fare a meno, e che, anche in questo momento difficile, ha dimostrato e sta dimostrando tutto il suo valore e grande senso di responsabilità.

Con estremo disappunto e preoccupazione abbiamo pertanto preso atto delle misure, assunte dal Governo con il recente DPCM, nei confronti dei Centri sociali, ricreativi e culturali (art. 1, comma 9, lett. f), le cui attività sono state sospese con decorrenza 26 ottobre 2020.

Tali misure non tengono, tuttavia, assolutamente conto del ruolo fondamentale che i Centri in parola hanno svolto e svolgono nel nostro Paese, sia quale strumento di promozione sociale, culturale e civile delle persone, soprattutto di quelle anziane e più vulnerabili, sia soprattutto in considerazione della loro funzione di contrasto all’isolamento ed all’emarginazione sociale dei predetti soggetti.

Fermare pertanto le attività, che i nostri Centri hanno continuato a svolgere, in questi ultimi complicatissimi mesi, pur tra innumerevoli difficoltà e con notevoli investimenti per ottenere il pieno rispetto dei protocolli e delle disposizioni anti-contagio, non potrà che colpire ancor di più le persone anziane e in marginalità sociale e rendere ancora più debole la nostra società.

Non risulta, peraltro, che l’aumento significativo dei contagi da Covid 19 registrato nell’ultimo periodo sia dovuto (anche in parte) e/o si sia verificato presso i Centri sociali, ricreativi e culturali (dove non risulta che siano sorti “focolai” o si siano riscontrati altri episodi eclatanti), quanto piuttosto in altre differenti realtà.

Pur consapevoli del fatto che l’emergenza sanitaria sia lungi dall’essere cessata e che, in questo momento storico, occorra spirito di sacrificio e senso di responsabilità da parte di tutti, siamo tuttavia fermamente convinti che le attività dei Centri sociali, ricreativi e culturali, che oggi sostengono e proteggono migliaia di anziani e di persone fragili, non possano essere interrotte, ma debbano proseguire, ovviamente nel pieno rispetto dei protocolli e delle disposizioni anti-contagio.

Diversamente, alla fine di questa emergenza, il numero delle persone anziane e fragili ghettizzate e abbandonate in solitudine sarà cresciuto irrimediabilmente e saremo costretti a confrontarci con ancora più solitudine, emarginazione e diseguaglianze sociali.

Per questo motivo, chiediamo al Governo di non fermare le attività dei Centri sociali, ricreativi e culturali, ma piuttosto di aiutare tali realtà a continuare il loro prezioso e fondamentale lavoro, che rischia altrimenti di cessare per sempre.

2020