L'“Anziano fragile: verso un welfare comunitario” un Progetto d’innovazione sociale co-finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

Anziano Fragile

Le istituzioni da sole non ce la fanno; tutti siamo chiamati a dare il nostro contributo… Verso un “welfare comunitario”. ANCeSCAO parteciperà a un progetto d’innovazione sociale co-finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Il progetto “Anziano fragile: verso un welfare comunitario” ha ottenuto il finanziamento da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nell’ambito del Bando 2017 per iniziative e progetti di rilevanza nazionale di cui all’art. 72, comma 1 del decreto legislativo n. 117/2017.

Il progetto sarà realizzato da ANCeSCAO e da Confconsumatori (capofila)1 e ha come obiettivo quello di mettere in atto un’ articolata azione di tutela, inclusione e valorizzazione della popolazione anziana, in particolare degli anziani fragili2.

Gli anziani non autosufficienti: alcuni dati sulla rilevanza del problema

Secondo il rapporto ISTAT del 2014 in Italia ci sono 2,5 milioni di anziani non autosufficienti e sono più di 3,3 milioni i caregiver familiari che assistono adulti (anziani, malati e disabili) e compensano i servizi formali, insieme a circa 830.000 assistenti familiari assunti direttamente da anziani e famiglie.

Purtroppo la pianificazione e implementazione dei servizi destinati agli anziani è molto frammentata sul territorio nazionale con aree grigie soprattutto nelle regioni meridionali. Fra le cause di non-autosufficienza la demenza3 rappresenta un problema di particolare gravità. In Italia più di un milione di persone è affetta da varie forme di demenza cognitiva di cui 600.000 con Alzheimer. In considerazione del trend demografico4 questo numero è destinato ad aumentare (1.5 milioni di casi previsti fra 40 anni).

In Italia oggi sono 2502 le strutture sanitarie e socio-sanitarie, pubbliche o convenzionate, destinate all’assistenza e alla cura delle demenze ( 591 sono i Centri per i Disturbi Cognitivi e Demenze (CDCD), 607 i Centri Diurni e 1304 le strutture residenziali).

La crescita del fenomeno della demenza interessa tutto il mondo; nel 2015 sono state rilevate 46 milioni di persone con una diagnosi di demenza e nel 2050 questo numero sarà destinato ad aumentare a 131,5 milioni (stima del “World Alzheimer Report 2015: The Global Impact of Dementia”).

Le istituzioni da sole non ce la fanno; tutti siamo chiamati a dare il nostro contributo… Verso un “welfare comunitario”

Dobbiamo realizzare nuove e innovative forme di partenariato che coinvolgano il settore pubblico, quello privato e la comunità tutta e in cui le associazioni di promozione sociale sono chiamate a svolgere un ruolo sempre più determinante. Il loro contributo deve essere non solo quello di partecipare – insieme alle istituzioni – alla pianificazione e realizzazione di nuovi e più efficaci servizi socio-sanitari a supporto degli anziani e dei loro familiari ma anche quello di valorizzare il ruolo degli anziani nella società e creare una rete inclusiva per essi e in particolare per quelli che sono a rischio d’isolamento sociale. In questo contesto gli anziani ancora attivi e autosufficienti debbono venire in aiuto dei coetanei più fragili.

Tutto ciò è perfettamente in linea con la missione dell’Associazione che nel suo statuto include come sue finalità:

  • L’impegno nel volontariato civile e solidale;
  • La tutela del diritto alla salute, all’ambiente, all’assistenza, all’educazione permanente, alla cultura, alla dignità;
  • Il sostegno, la collaborazione e l’elaborazione di progetti, anche con le Istituzioni pubbliche e le Associazioni, volti a promuovere ed assicurare condizioni di vita economiche e sociali adeguate e sufficienti per gli anziani;
  • La promozione di una cultura positiva ed attiva delle persone anziane.

Cosa vuole realizzare il progetto
Il progetto “Anziano fragile: verso un Welfare comunitario” interesserà almeno 17 regioni d’Italia e 31 province con una grande attenzione al Sud e prevede un intenso programma di attività che andrà ben oltre i 18 mesi previsti come sua durata. In particolare il progetto prevede:

  • La formazione dei volontari e degli operatori a cui poi andrà il compito del coordinamento e della realizzazione delle attività a livello locale;
  • L’ “ascolto del territorio” per meglio capirne i bisogni anche per mezzo di un questionario che coinvolgerà più di 2.000 persone;
  • La realizzazione di una collaborazione sinergica con le istituzioni e con altri attori della società civile attraverso l’organizzazione di Focus Groups;
  • La mappatura e il monitoraggio delle iniziative sociali e dei modelli di assistenza di tipo socio-sanitario esistenti nelle varie regioni e l’ individuazione di “buone pratiche” da duplicare in altre parti d’Italia;
  • La sperimentazione di almeno due di esse in almeno cinque realtà locali con la collaborazione degli enti locali, di ricercatori ed esperti, degli operatori socio-sanitari, di associazioni e reti di volontariato;
  • Un’ intensa campagna di sensibilizzazione e di comunicazione indirizzata a tutta la comunità che includerà anche la realizzazione di incontri pubblici su tutto il territorio nazionale che serviranno anche a valorizzare il ruolo dell’anziano nella società attuale.

Un Comitato Scientifico formato da esperti assicurerà il supporto scientifico necessario per la progettazione e la realizzazione delle attività.

Un filo diretto con i nostri soci e con la comunità tutta

A breve sul sito ANCeSCAO (www.ancescao.it) sarà creato un collegamento alla pagina dedicata al progetto e servirà a informare sugli obiettivi dell’iniziativa e a tenere aggiornati sulle attività in corso, sui risultati ottenuti e sui vari eventi organizzati a livello territoriale. Ci si propone inoltre di costruire una Rete Nazionale che coinvolga i principali soggetti, pubblici e privati, interessati ai temi oggetto del progetto, in modo da dare continuità all’iniziativa e creare i presupposti per un confronto e aggiornamento permanente in materia d’ inclusione, valorizzazione, cura e tutela dell’anziano.

1) Confconsumatori (Confederazione generale dei consumatori) con sede nazionale a Parma da anni assiste famiglie con malati di Alzheimer e ha approfondito in particolare il tema della tutela degli anziani e dei malati di demenza con numerose iniziative territoriali.

2) La Società Italiana di Gerontologia e Geriatria definisce “anziani fragili” tutti quei “soggetti di età avanzata o molto avanzata, cronicamente affetti da patologie multiple, con stato di salute instabile, frequentemente disabili, in cui gli effetti dell’invecchiamento e delle malattie sono spesso complicati da problematiche di tipo socio-economico

3) La demenza è definita come “un complesso di malattie cronico degenerative che comprende un insieme di condizioni, la cui storia naturale è caratterizzata dalla progressione più o meno rapida dei deficit cognitivi, dei disturbi del comportamento e del danno funzionale con perdita dell'autonomia e dell'autosufficienza con vario grado di disabilità e conseguente dipendenza dagli altri. La demenza interferisce con le attività sociali, lavorative e di relazione del malato e provoca un declino delle sue capacità”.

4) Le previsioni ISTAT indicano una percentuale di ultrasettantenni pari al 30% nel 2036 di cui 5.2% ultra95enni.

Progetto Confconsumatori - ANCeSCAO

2018