Decreto "Rilancio": informazioni utili per le associazioni

 Nel presente articolo riepiloghiamo le agevolazioni e le disposizioni introdotte dal Decreto "Rilancio".

 Articolo pubblicato e aggiornato il 22 Maggio 2020. A cura del Team Tecnico Nazionale.

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Agevolazioni riguardanti sia gli Enti del Terzo settore di cui al D.Lgs. 117/2017 (ossia, i Centri attualmente iscritti nel registro APS o nel registro ODV) che le Associazioni non aventi tale qualifica (ossia, i Centri ad oggi non iscritti nei registri APS od ODV)

Art. 24: Soppressione del versamento saldo 2019 e acconto 2020 IRAP

In considerazione della situazione di crisi connessa all’emergenza epidemiologica da Covid-19, la disposizione in oggetto prevede che i soggetti con un volume di ricavi o di compensi non superiore a 250 milioni non siano tenuti al versamento del saldo dell’IRAP dovuta per il 2019 né della prima rata, pari al 40 per cento, dell’acconto dell’IRAP dovuta per il 2020.

Rimane fermo l’obbligo di versamento degli acconti per il periodo di imposta 2019.

Art. 25: Contributo a fondo perduto ai soggetti titolari di reddito d’impresa, titolari di partita IVA

Al fine di sostenere i soggetti colpiti dall’emergenza epidemiologica da Covid-19, è riconosciuto un contributo a fondo perduto a favore dei soggetti esercenti attività d’impresa e di lavoro autonomo e di reddito agrario, titolari di partita IVA.

Sono compresi anche gli Enti non commerciali, compresi gli Enti del Terzo settore e gli Enti religiosi civilmente riconosciuti, in relazione allo svolgimento di eventuali attività commerciali.

Il contributo a fondo perduto spetta a condizione che l'ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi dell'ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019; il predetto contributo spetta anche in assenza dei requisiti di cui al presente comma ai soggetti che hanno iniziato l'attività a partire dal 1° gennaio 2019 nonché ai soggetti che, a far data dall'insorgenza dell'evento calamitoso, hanno il domicilio fiscale o la sede operativa nel territorio di comuni colpiti dai predetti eventi i cui stati di emergenza erano ancora in atto alla data di dichiarazione dello stato di emergenza Covid-19.

Art. 28: Agevolazioni affitti: credito d’imposta nella misura del 60 per cento

La norma prevede un credito d’imposta nella misura del 60 per cento anche per gli Enti non commerciali, compresi gli Enti del Terzo settore e gli Enti religiosi civilmente riconosciuti, in relazione al canone di locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività istituzionale.

Il credito d’imposta è commisurato all’importo versato nell’anno d’imposta 2020 con riferimento a ciascuno dei mesi di marzo, aprile e maggio.

Ai soggetti locatari esercenti attività economica, il credito d’imposta spetta a condizione che abbiano subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi nel mese di riferimento di almeno il 50 per cento rispetto allo stesso mese del periodo d’imposta precedente.

Il credito d'imposta in parola è utilizzabile nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di sostenimento della spesa ovvero in compensazione, successivamente all'avvenuto pagamento dei canoni.

Fino al 31 dicembre 2021, i soggetti beneficiari del predetto credito d'imposta possono, in luogo dell'utilizzo diretto, optare per la cessione, anche parziale, del medesimo credito ad altri soggetti, ivi inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari.

Art. 60: Aiuti sotto forma di sovvenzioni per il pagamento dei salari dei dipendenti per evitare i licenziamenti durante la pandemia di COVID-19

Gli aiuti di cui al presente articolo sono concessi al fine di contribuire ai costi salariali, ivi comprese le quote contributive e assistenziali, delle imprese, compresi i lavoratori autonomi, e sono destinati ad evitare i licenziamenti durante la pandemia di Covid-19; le sovvenzioni vengono concesse per un periodo non superiore a dodici mesi a decorrere dalla domanda di aiuto ovvero dalla data di inizio dell’imputabilità della sovvenzione se anteriore, per i dipendenti che altrimenti sarebbero stati licenziati a seguito della sospensione o della riduzione delle attività aziendali dovuta alla pandemia di COVID-19 e a condizione che il personale che ne beneficia continui a svolgere in modo continuativo l'attività lavorativa durante tutto il periodo per il quale è concesso l'aiuto. L'imputabilità della sovvenzione per il pagamento dei salari può essere retrodatata al 1° febbraio 2020.

Art. 66: Modifiche all'articolo 16 del DL 18/2020 in materia di dispositivi di protezione individuale

La norma modifica l’art 16 del DL 18/2020, prevedendo che le mascherine chirurgiche sono considerati dispositivi di protezione individuale, oltre che per i lavoratori, anche per i volontari, sanitari e non, che nello svolgimento della loro attività sono oggettivamente impossibilitati a mantenere la distanza interpersonale di un metro.

Art. 70: Modifiche all'articolo 22 del DL 18/2020 in materia di Cassa integrazione in deroga

La disposizione modifica l'articolo 22 del DL 18/2020 e stabilisce per i datori di lavoro del settore privato, ivi inclusi quelli del Terzo settore, compresi gli Enti religiosi civilmente riconosciuti, la possibilità di richiedere il trattamento di integrazione salariale in deroga per una durata massima di nove settimane per periodi decorrenti dal 23 febbraio 2020 al 31 agosto 2020, incrementate di ulteriori cinque settimane nel medesimo periodo per i soli datori di lavoro che abbiano interamente fruito il periodo precedentemente concesso.

E’ altresì riconosciuto un eventuale ulteriore periodo di durata massima di quattro settimane di trattamento per periodi decorrenti dal 1° settembre 2020 al 31 ottobre 2020, aumentando il relativo limite di spesa.

Art. 120: Credito d'imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro

Al fine di sostenere ed incentivare l'adozione di misure legate alla necessità di gli ambienti di lavoro ai soggetti esercenti attività d'impresa, arte o professione in luoghi aperti al pubblico, alle Associazioni, alle Fondazioni e agli altri Enti privati, compresi gli Enti del Terzo del settore, è riconosciuto un credito d'imposta in misura pari al 60 per cento delle spese sostenute nel 2020, per un massimo di 80.000 euro, in relazione agli interventi necessari per far rispettare le prescrizioni sanitarie e le misure di contenimento contro la diffusione del virus Covid-19, ivi compresi quelli edilizi necessari per il rifacimento di spogliatoi e mense, per la realizzazione di spazi medici, ingressi e spazi comuni, per l’acquisto di arredi di sicurezza, nonché in relazione agli investimenti in attività innovative, ivi compresi quelli necessari ad investimenti di carattere innovativo quali lo sviluppo o l’acquisto di strumenti e tecnologie necessarie allo svolgimento dell’attività lavorativa e per l’acquisto di apparecchiature per il controllo della temperatura dei dipendenti e degli utenti.

Il credito d'imposta è cumulabile con altre agevolazioni per le medesime spese, comunque nel limite dei costi sostenuti ed è utilizzabile nell’anno 2021 esclusivamente in compensazione.

Fino al 31 dicembre 2021, i soggetti beneficiari del predetto credito d'imposta possono, in luogo dell'utilizzo diretto, optare per la cessione, anche parziale, del medesimo credito ad altri soggetti, ivi inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari.

Art. 122: Cessione dei crediti d'imposta riconosciuti da provvedimenti emanati per fronteggiare l'emergenza da Covid-19

Sino al 31 dicembre 2021, i soggetti beneficiari dei crediti d'imposta di seguito elencati possono, in luogo dell'utilizzo diretto, optare per la cessione, anche parziale, degli stessi ad altri soggetti, ivi inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari:

  • Credito d’imposta per negozi e botteghe

  • Credito d’imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e affitto d’azienda

  • Credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro di cui al precedente articolo 120

  • Credito d’imposta per sanificazione degli ambienti di lavoro e l'acquisto di dispositivi di protezione di cui al successivo articolo 125

Art 125: Credito d'imposta per la sanificazione degli ambienti di lavoro

Al fine di favorire l'adozione di misure dirette a contenere e contrastare la diffusione del virus Covid-19, ai soggetti esercenti attività d'impresa, arti e professioni, agli Enti non commerciali, compresi gli Enti del Terzo settore e gli Enti religiosi civilmente riconosciuti, spetta un credito d'imposta in misura pari al 60 per cento delle spese sostenute nel 2020 per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati, nonché per l'acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti.

Il credito d'imposta spetta fino ad un massimo di 60.000 euro per ciascun beneficiario, nel limite complessivo di 200 milioni di euro per l'anno 2020.

Il credito d’imposta spetta, in particolare, in relazione alle spese relative: a) la sanificazione degli ambienti nei quali è esercitata l'attività lavorativa e istituzionale e degli strumenti utilizzati nell'ambito di tali attività; b) l'acquisto di dispositivi di protezione individuale, quali mascherine, guanti, visiere e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari, che siano conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea; c) l'acquisto di prodotti detergenti e disinfettanti; d) l'acquisto di dispositivi di sicurezza diversi da quelli di protezione individuale, quali termometri, termoscanner, tappeti e vaschette decontaminanti e igienizzanti, che siano conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea, ivi incluse le eventuali spese di installazione; e) l'acquisto di dispostivi atti a garantire la distanza di sicurezza interpersonale, quali barriere e pannelli protettivi, ivi incluse le eventuali spese di installazione.

Il credito d'imposta è utilizzabile nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta di sostenimento della spesa ovvero in compensazione e non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini IRAP.

Con un successivo provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, saranno individuati i criteri e le modalità di applicazione e di fruizione del credito d'imposta.

Fino al 31 dicembre 2021, i soggetti beneficiari del predetto credito d'imposta possono, in luogo dell'utilizzo diretto, optare per la cessione, anche parziale, del medesimo credito ad altri soggetti, ivi inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari.

Art. 126: Proroga dei termini di ripresa della riscossione dei versamenti sospesi

L’articolo proroga i termini di ripresa della riscossione previsti dagli artt. 18 e 19 del DL 23/2020 e dagli artt. 61 e 62 del DL 18/2020.

In particolare, viene prorogato il termine di ripresa della riscossione dei versamenti relativi alle ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilati, alle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale e ai contributi previdenziali e assistenziali, nonché ai premi per l’assicurazione obbligatoria, sospesi per i mesi di marzo e aprile 2020, anche favore degli Enti non commerciali che svolgono attività istituzionale di interesse generale non in regime d'impresa.

La norma prevede che i predetti versamenti vengano effettuati in unica soluzione entro il 16 settembre 2020 (in luogo del 30 giugno 2020) ovvero al massimo in quattro rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16 settembre 2020 (in luogo del mese di giugno 2020).

Per i Centri soci che siano iscritti alle liste del cinque per mille:

Art. 156: Accelerazione delle procedure di riparto del cinque per mille per l’esercizio finanziario 2019

Al fine di far fronte alle difficoltà rilevate dagli Enti che svolgono attività di interesse sociale e all’imminente esigenza di liquidità evidenziata a seguito dell’emergenza sanitaria Covid-19, la norma anticipa al 2020 l’erogazione del contributo del cinque per mille relativo all’anno finanziario 2019, prevedendo in particolare che gli elenchi degli Enti ammessi e di quelli esclusi dal beneficio siano pubblicati sul sito istituzionale dell'Agenzia delle entrate entro il 31 luglio 2020 e il contributo sia erogato dalle amministrazioni competenti entro il 31 ottobre 2020.

Agevolazioni riguardanti i soli Enti del Terzo settore di cui al D.Lgs. 117/2017 (ossia, attualmente, i Centri iscritti nel registro APS o nel registro ODV)

Art. 67: Incremento del Fondo Terzo Settore

Al fine di sostenere le attività delle APS, delle ODV e delle Fondazioni del Terzo settore, volte a fronteggiare le emergenze sociali ed assistenziali determinate dall'epidemia Covid-19, la dotazione del Fondo di cui all'articolo 72 del D.Lgs. 117/2017 (“Codice del Terzo settore”) è incrementata di 100 milioni di euro per l'anno 2020.

Si precisa, al riguardo, che il Fondo in parola è istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ed è destinato a sostenere lo svolgimento di attività di interesse generale, attraverso il finanziamento di iniziative e progetti promossi da APS, ODV e Fondazioni del Terzo settore.

Art. 77: Modifiche all'articolo 43 del DL 18/2020 in materia di contributi per la sicurezza e il potenziamento dei presidi sanitari in favore di Enti del Terzo settore

La norma modifica l’art. 43 del DL 18/2020 in materia di contributi per la sicurezza e il potenziamento dei presidi sanitari, estendendo la relativa disciplina (originariamente prevista per le sole imprese) anche in favore degli Enti del Terzo settore.

Allo scopo di sostenere la continuità, in sicurezza, delle attività di interesse generale degli Enti del Terzo settore a seguito dell'emergenza Covid-19, è quindi previsto che i fondi trasferiti dall'INAIL ad Invitalia ai sensi del suddetto art. 43 del DL 18/2020 saranno erogati anche agli Enti del Terzo settore (oltre che alle imprese) per l'acquisto di dispositivi ed altri strumenti di protezione individuale.

Art. 246: Sostegno al Terzo settore nelle Regioni del Mezzogiorno

La norma prevede la concessione di contributi volti al sostegno del Terzo settore nelle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, con la finalità di rafforzare l'azione a tutela delle fasce più deboli della popolazione a seguito dell'emergenza epidemiologica Covid-19.

Lo stanziamento, a valere sul Fondo per lo sviluppo e la coesione di cui all'articolo 1, comma 6, della legge 147/2013, è pari ad euro 100 milioni per l'anno 2020 e a 20 milioni per l'anno 2021.

Il contributo è concesso in forma di sovvenzione diretta per il finanziamento dei costi ammissibili e a seguito di selezione pubblica nel rispetto dei principi di trasparenza e parità di trattamento.

Il contributo è destinato, in particolare, agli Enti che svolgono almeno una delle attività di interesse generale previste all'articolo 5, comma 1, lettere a), c), d), e), f), i), l), m), p), q), r), s), t), u), v), w) e z) del D.Lgs. 117/2017 (“Codice del Terzo settore”).

La norma individua, quale soggetto attuatore della misura, l'Agenzia per la coesione territoriale, che provvederà a definire le finalità degli interventi da finanziare, le categorie di Enti a cui sono rivolti, i requisiti di accesso al contributo, nonché i costi ammissibili e le percentuali di copertura tramite il contributo.