Sospensione fermo amministrativo

«Ho scoperto di avere un fermo amministrativo sulla mia auto operativo già dal 2016; in questo periodo ho poca liquidità quindi non riesco a pagare l’intero importo dovuto per procedere alla cancellazione del fermo; devo recarmi al PRA per comunicarlo e posso comunque circolare con la mia autovettura?»

Risponde l’avvocato Mara Menatti di Confconsumatori Parma

Il fermo amministrativo è stato istituito nel 1973 ed è un atto con il quale le amministrazioni o gli enti competenti (Comuni, INPS, Regioni, Stato, ecc.), tramite i concessionari della riscossione, "bloccano" un bene mobile del debitore iscritto in pubblici registri (come ad esempio autoveicoli) o dei coobbligati per riscuotere i crediti non pagati riguardanti tributi o tasse (un mancato pagamento IVA, IRPEF, Bollo auto, ICI, ecc.), oppure multe relative ad infrazioni al Codice della Strada.

In caso di mancato pagamento nei termini di legge della cartella esattoriale pervenuta al debitore, il concessionario della riscossione può disporre il blocco del veicolo intestato al debitore tramite l’iscrizione del provvedimento di fermo amministrativo nel Pubblico Registro Automobilistico (PRA). Questa iscrizione comporta una limitata disponibilità del veicolo fino a quando il debitore non saldi il proprio debito e provveda a cancellarne l'iscrizione dal Registro. Fino ad allora il veicolo non potrà circolare, pena la sanzione, e non potrà né essere demolito né esportato. Anche in caso di vendita con atto di data certa successiva all'iscrizione del fermo, il veicolo non potrà circolare e non potrà essere radiato dal PRA. Inoltre, se il debitore non paga, il concessionario della riscossione potrà agire forzatamente per la vendita del veicolo. Tanto premesso, il contribuente, dopo aver ottenuto la cancellazione (o la sospensione) al PRA del fermo amministrativo, potrà circolare nuovamente con la sua autovettura.

La cancellazione dal pubblico Registro avviene quando il contribuente paga l’intero importo dovuto; se il provvedimento di revoca è stato emesso dopo il primo gennaio 2020, questa cancellazione avverrà in via automatica: non sarà quindi più necessario che il contribuente si rechi presso lo sportello del PRA per cancellare il fermo amministrativo, in quanto provvederà d’ufficio l’Agente/concessionario della riscossione (per attuazione delle disposizioni contenute nel Decreto Legislativo n. 98/2017 secondo cui la notifica di revoca avviene in via telematica dal Concessionario della Riscossione al Sistema Informativo del PRA, senza ulteriori spese a carico del contribuente, come da Legge di Bilancio 160/19 art. 1 comma 809). In caso di revoche pregresse al 2020, invece, questo automatismo non si verifica. Nel caso in cui il contribuente richieda la rateizzazione delle somme del pagamento, questo potrà circolare con la sua autovettura purché, al pagamento della prima rata, faccia istanza di sospensione del fermo amministrativo che, una volta concessa, dovrà essere annotata al Pubblico Registro entro Automobilistico entro 60 giorni dalla comunicazione prevenuta. In questo caso sarà il contribuente a dover presentare all’ufficio provinciale del PRA competente il provvedimento in originale con il quale il concessionario ha disposto la sospensione del fermo precedentemente iscritto e dovrà stare attento a rispettare ogni singola rata in scadenza, al fine di evitarne la revoca.

Concludendo, in caso di fermo amministrativo, qualora si decida di pagare la somma imputata in maniera rateale, già al saldo della prima rata del piano di rientro si può richiedere all’ente impositore la sua sospensione, che verrà concessa con provvedimento spedito in originale (dovrà necessariamente essere presentato al PRA di competenza, parrebbe con relativi oneri da pagare, oneri annullati nel caso di revoca/cancellazione fermo per le ragioni di cui sopra). Una volta registrata la sospensione del fermo, si potrà quindi regolarmente circolare con l’autoveicolo mentre si salda nel tempo il piano di rateizzazione concordato con l'ente creditore.

2020