Di secolo in secolo, gli Artari di San Giuseppe uniscono la comunità
Dopo la pandemia il Centro Diurno Anziani di Nissoria rievoca le tradizioni locali in occasione della Festa di San Giuseppe.
Ogni anno il 19 Marzo in Sicilia si tramanda la tradizione secolare degli “Artari di San Giuseppe”, un’usanza le cui origini risiedono nella devozione cristiana a San Giuseppe secondo cui le famiglie che avevano fatto voto al santo preparavano ricche tavole, dei veri e propri altari (dal dialetto “artari”) imbanditi di pietanze tipiche della cucina contadina locale da donare ai più poveri e bisognosi.
Una festa molto sentita e che coinvolge intere comunità nell’allestimento degli altari e nella preparazione dei piatti, proprio come vuole la tradizione: la stanza che accoglie il rito viene decorata da raffinate stoffe e tovaglie bianche sulle quali vengono disposte opere realizzate in pane raffiguranti immagini o simboli sacri, frutti e verdure di stagione e primizie della terra; sull’altare, invece, è posizionata un’effige di San Giuseppe. I preparativi iniziano addirittura con settimane di anticipo per arrivare pronti al 18 Marzo, giornata in cui fedeli e curiosi possono visitare gli altari, mentre il 19, giorno di San Giuseppe, vengono gustate le pietanze per poi assistere alla processione di chiusura della festa.
L'Associazione "San Giuseppe", sin dal 2012, anno in cui il Comune di Nissoria ha assegnato i locali del centro diurno anziani, ha onorato la tradizione dell'Artara di San Giuseppe (tranne per una pausa di qualche anno a causa della pandemia), portando avanti un’usanza che unisce fede, tradizione e unicità del territorio. Ci racconta questa esperienza Rosalinda Scaminaci Russo, Presidente del centro ANCeSCAO di Nissoria:
“Come per tutte le iniziative legate alla tradizione locale, l'Artara di San Giuseppe ha rappresentato anche quest'anno un'occasione per valorizzare un evento che potesse tenere vivo l'interesse della comunità verso qualcosa che da molti anni lega la storia con la religione, un momento vissuto in due giornate dove il folklore diventa motivo di orgoglio per qualcosa che si tenta di non far perdere negli anni avvenire. Le giovani generazioni hanno così l'occasione di sentirsi parte di qualcosa di antico ma attuale allo stesso tempo, qualcosa fatto di simboli e condivisione, di momenti vissuti accanto alle persone più anziane, di assistere all'antica lavorazione delle "cuddure" e delle verdure che poi prenderanno parte alla tavolata.”
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Oltre al valore storico, l'evento è stato anche occasione di ritrovo e incontro per poter stare insieme come associazione per i soci e come associazione nella comunità, ci spiega Scaminaci Russo, le persone coinvolte nella preparazione dell'Artara di San Giuseppe possono vivere un'esperienza di fraternità vera e di unione incondizionata, nella quale ci si sente tutti parte di un obiettivo comune, quello di vivere un'esperienza di devozione e condivisione.