Premio Letterario "Scrivere è bello": in occasione della quinta edizione presentato il volume con i racconti più significativi
Martedì 24 marzo, presso la Sala Conferenze della Provincia di Viterbo, alla presenza del Presidente della Provincia, Alessandro Romoli, del Vicepresidente del Consiglio Regionale Lazio, Enrico Panunzi, di numerosi Sindaci e dei Presidenti dei Centri ANCeSCAO della provincia di Viterbo, si è tenuta la premiazione del Concorso intergenerazionale “Scrivere è bello”. Oltre ai premiati, giovani e meno giovani, hanno partecipato alla premiazione anche alcune classi della Scuola Media Statale di Canepina, accompagnati dai loro insegnanti e dalla Dirigente Scolastica.
La Presidenza provinciale ringrazia la Commissione Eventi presieduta da Maria Cappuccini, coadiuvata dalla Presidente Provinciale ANCeSCAO Viterbo, Rosalba Monaco, da Pierangela Marcacci, Maria Gangani, Maria Luisa Landi e Tommaso Bernardini.
“Scrivere è bello è il fiore all’occhiello di ANCeSCAO Provinciale di Viterbo, perché ha l’intento di avvicinare i giovani ai meno giovani, con la finalità di promuovere un incontro intergenerazionale che è uno dei punti di forza della nostra Associazione” raccontano gli ideatori del concorso nato per iniziativa del professor Tommaso Bernardini nel 2017 e, dopo una lunga pausa dovuta alla pandemia, ripreso nel 2024 con più determinazione ed energia soprattutto per la partecipazione giovanile.
Il Premio letterario intergenerazionale nasce dalla volontà di mettere insieme esperienze diverse, tra chi ha vissuto molti capitoli della vita e chi sta iniziando a scriverli ora. Vuole essere un ponte, un’occasione per dialogare attraverso racconti e storie capaci di unire insieme passato e futuro.
“In un’epoca in cui spesso le generazioni sembrano parlare linguaggi diversi, la scrittura diventa un luogo per incontrarsi, riconoscersi e scoprire quanto abbiamo da imparare gli uni dagli altri. – continua ANCeSCAO Viterbo – La partecipazione dei giovani al Premio letterario intergenerazionale rappresenta un elemento di grande rilievo. Attraverso il loro contributo creativo, le nuove generazioni offrono uno sguardo originale e contemporaneo sui temi della memoria, dell’identità e del cambiamento, contribuendo ad arricchire il dialogo tra passato e presente. Ogni generazione custodisce un patrimonio unico: ricordi, sogni, speranze, sfide che meritano di essere ascoltate e tramandate: uno spaccato di vita che ci appartiene, che dobbiamo custodire per tramandare perché: è la nostra storia.
Per questo motivo i racconti più significativi della terza, quarta e quinta edizione del Premio Letterario sono stati pubblicati in un volume speciale, intitolato a Beniamino Mechelli, ex Presidente del Centro ANCeSCAO di Canepina e componente della commissione del Premio letterario: “Per tutti noi Beniamino è stato un valido e apprezzato collaboratore. Uomo di grande cultura e dalla battuta pronta e sagace. Con la sua verve, ha spesso contribuito a vivacizzare le discussioni all’interno della Commissione. Purtroppo, la sua collaborazione è stata troppo breve, ne sentiamo la mancanza!”
"Un ricordo affettuoso va anche all’ex Presidente comprensoriale ANCeSCAO Arnaldo Picchetto scomparso nel 2024, che ha visto nascere questo progetto e l’ha sempre supportato con grande entusiasmo, diffondendo nel tempo i valori di inclusione e promozione sociale sul territorio e contribuendo alla crescita di ANCeSCAO sul territorio."
Significativo l’intervento del Prof. Tommaso Bernardini: “Essere anziani non deve essere un problema, il problema è quello di invecchiare al meglio. Per questo la scrittura può contribuire a rendere le nostre facoltà sempre vive e stimolate, come ha ben evidenziato il Presidente Romoli nella premessa al testo che stiamo per distribuire dicendo che la scrittura è uno degli strumenti più semplici e allo stesso tempo più profondi che abbiamo per conoscere noi stessi e gli altri. Scrivere significa fermarsi, ascoltare, dare forma ai pensieri ed alle emozioni. Direi creare.”
Ecco, infatti, che dai testi emerge una ricchezza di sentimenti, di ricordi, di emozioni che coinvolgono il lettore ed invitano alle riflessioni. L’aver esteso il premio poi ai ragazzi della scuola media ha inteso instaurare un rapporto intergenerazionale quanto mai importante ed utile: “Come adulti, infatti, abbiamo il compito di tramandare memorie e tradizioni che costituiscono un patrimonio fondamentale della nostra cultura e spetta a noi renderci disponibili a questo nei confronti delle nuove generazioni. – concludono gli organizzatori - La terza età possiede enormi ricchezze fatte di esperienze, professionalità sia intellettuali che manuali ed è bene che siano valorizzate e messe a disposizione e degli altri.”
Perché la vita è bella se si instaura con gli altri un rapporto di condivisione in quanto ognuno di noi è unico ed irrepetibile ed anche, ma soprattutto, perché diverso contribuisce a rendere la nostra esistenza sempre migliore. In questo modo i Centri ed il Coordinamento provinciale, che danno la possibilità di stare insieme, offrono l’opportunità di comprendere ed apprezzare quanto la vita e la nostra persona, giorno per giorno, per merito di ognuno, diventa sempre più ricca e bella, nonostante, anzi proprio per il trascorrere del tempo.