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Cancellati gli osservatori del volontariato e dell'associazionismo. Attacco alla democrazia partecipativa

19 Luglio 2012

Comunicato stampa. Dichiarazione del Portavoce del Forum Terzo Settore, Andrea Olivero

 

Roma 18 luglio 2012 – Abbiamo appreso con sconcerto che la spending review non si occupa solo della riduzione della spesa pubblica ma anche della ridefinizione del sistema della partecipazione della società civile, sostanzialmente cancellandola. Trail 2 e 10 agosto vengono aboliti tra gli altri l’Osservatorio Nazionale per il Volontariato, l'Osservatorio promozione sociale, il Comitato per i minori stranieri, la Consulta per i problemi degli stranieri immigrati e delle loro famiglie, la Commissione di indagine sulla esclusione sociale. Si tratta di organismi previsti da Leggi dello Stato il cui funzionamento non ha oneri per la finanza pubblica. Ciò significa eliminare le sedi di confronto tra la società civile e le istituzioni, cancellando gli spazi di partecipazione democratica di cui invece il nostro Paese ha un grande bisogno, oggi più che mai, per rinsaldare la coesione sociale.

Il Portavoce del Forum del Terzo Settore, Andrea Olivero commenta la notizia: "L'Osservatorio e' parte integrante della legge 383/2000, e garantisce la sua rispondenza al dettato costituzionale. Il Governo ha preso una iniziativa gravissima, immotivata e illegittima. Già lo scorso febbraio – prosegue il Portavoce- abbiamo assistito all’abolizione dell’Agenzia per il TerzoSettore, con la motivazione di ‘contenere’ la spesa pubblica, perdendo così uno strumento di promozione, vigilanza e controllo, fondamentale per il terzo settore, che ha svolto un importante ruolo di ‘terzietà’ tra organizzazioni non profit e istituzioni. Sopprimere l’Osservatorio sulle Aps ci appare un’altra scelta miope che il Governo intraprende contro il terzo settore, privandolo ancora una volta dispazi di partecipazione, di rappresentanza e di autonomia. Peraltro la motivazione della riduzione dei costi non c'entra nulla: l'Agenzia del Terzosettore "costava" poco più di un milione di euro, il trasferimento delle sue competenze al Ministero costerà probabilmente di più. L'Osservatorio addirittura non costa nulla. Quali sono quindi le vere ragioni di questo provvedimento? Constatiamo che la spending rewiew viene usata a pretesto per ridurre gli spazi di democrazia e i momenti di confronto tra società e istituzioni."

Inoltre grande preoccupazione ci deriva da una altra norma pure inserita nella spending review: quella per cui lo strumento dell’appalto pubblico diventerebbe l’unica forma di acquisizione di servizi per le pubbliche Amministrazioni. Ciò senza salvaguardare le prerogative di legge previste per le cooperative e imprese sociali e impedendo ad altri soggetti non profit di poter continuare a offrire importanti e qualificati servizi per la collettività.

Siamo estremamente preoccupati e ci domandiamo qual è il disegno politico di questo Governo.