#ripresAncescao - Ad Acireale cinque laboratori per l’autonomia sociale. La proposta del Centro “La Dolce Età” tra i progetti vincitori del Bilancio Partecipativo
I saperi degli anziani al servizio dei giovani nell’ambito del progetto ANCeSCAO per favorire utilità e inclusione sociale.
Nell’ottica di coinvolgere la comunità nella scelta dei progetti volti a migliorare i servizi del welfare del territorio, il Comune di Acireale (CT) ha invitato la cittadinanza nella votazione delle proposte più meritevoli a cui destinare i fondi previsti nel Bilancio Partecipativo. Tra i protagonisti che nel corso del 2020 si sono distinti in questo percorso, il Centro Polivalente ANCeSCAO “La Dolce Età” ha dimostrato di saper mettere in campo impegno, solidarietà e condivisione nonostante la difficile situazione causata dalla pandemia Covid-19 che ha costretto i centri sociali ad una chiusura forzata.
L’idea progettuale proposta dai volontari ANCeSCAO di Acireale si è concretizzata in una serie di attività e laboratori multidisciplinari intergenerazionali in cui i partecipanti si sono messi in gioco in uno scambio di competenze e saperi con l’obiettivo di favorire da un lato il potenziamento delle abilità degli anziani che vogliono impegnarsi in attività di utilità sociale, dall’altro invece lo sviluppo di un maggior senso di autonomia e responsabilità nei ragazzi con difficoltà o problematiche sociali.
“A causa del lockdown non è stato possibile attivare tutti i laboratori. - racconta il Presidente del Centro “La Dolce Età” Sebastiano Garufi - Escludendo infatti danzaterapia e musicoterapia oggi però siamo ancora al lavoro con gli appuntamenti di teatro sociale e arteterapia e le attività di piantumazione negli orti approfittando delle belle giornate di sole.” Durante gli appuntamenti di arteterapia i ragazzi hanno visitato laboratori artigiani e realizzato oggetti e forme in gesso e argilla che verranno destinati alla vendita nei prossimi eventi locali, mentre negli orti si sono dedicati alla cura degli ambienti e alle tecniche di coltivazione. Con il teatro sociale i partecipanti si sono concentrati sulla realizzazione di piccole opere dialettali e narrative lavorando alla composizione del testo, dei costumi e delle scenografie.
“Siamo soddisfatti dei risultati ottenuti - continua Garufi - In realtà i laboratori sono stati solamente un mezzo. Ciò che ha fatto davvero la differenza è stata la stretta collaborazione tra i partecipanti supportati anche dai volontari, dai professionisti della Coop. Sociale Identità e dalle famiglie.” Con l’aiuto degli anziani infatti i ragazzi hanno coordinato l’organizzazione dei laboratori e il recupero dei materiali scoprendo anche i segreti degli antichi mestieri e dell’artigianato. La finalità del progetto è stata proprio l’opportunità di favorire un passaggio di conoscenze, tecniche e saperi permettendo così un valido modello di interazione tra diverse generazioni.
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