La Giovinezza della Terza Età: spunti e riflessioni per re-immaginare un centro sociale
Se ne è parlato al Centro Sociale "Le Rose" di Ravenna Mercoledì 15 Marzo.
Un titolo accattivante che enuncia l’interesse che si voleva costruire, con esito estremamente positivo, attorno ai mondi “particolari” dei Centri Sociali. Il sottotitolo “da Centri Sociali a Centri socio-culturali multigenerazionali” spiega ampiamente il perché di questa iniziativa svolta al Circolo Sociale “Le Rose” di Ravenna in un pomeriggio di marzo che ha visto in sala oltre 100 presenze tra cui i rappresentanti del Questore e del Comandante della Polizia Locale.
Un incontro fortemente promosso dal Presidente territoriale ANCeSCAO di Ravenna Elmiro Malpezzi e che ha visto la partecipazione e l’intervento di relatori di prestigio: il Prefetto di Ravenna Castrese De Rosa, il Sindaco di Ravenna Michele De Pascale, il Presidente della Struttura regionale ANCeSCAO dell’Emilia Romagna Franco Cattabriga e il Presidente del centro Idio Antonelli, che ha aperto i lavori con un’interessante relazione, convincente e di ampio respiro sul cambiamento di cui necessitano oggi i Centri Sociali ANCeSCAO.
Una riflessione sugli obiettivi che occorre raggiungere e quanto questi, oltreché corretti, siano utili al territorio in cui si opera e al mondo più vasto d’appartenenza, quello della terza età, del volontariato di prossimità, dell’accoglienza, della solidarietà, dell’inclusione. Un passaggio della relazione di Antonelli cita l’idea che ha guidato l’attuale gruppo dirigente dell’associazione verso il raggiungimento di tali obiettivi, ovvero che si dovesse alzare lo sguardo ai cambiamenti sociali per andare oltre a quanto fatto da altri Centri, intercettando tutte le possibilità per elevare la qualità e la centralità del proprio ruolo, evitando il ripiegamento e quindi il convincimento dei vari predecessori di considerare il Centro Sociale un mero luogo di anziani e di attività anziane, pur riconoscendo, a questo stato di origine, un costante ed innegabile valore sociale.
Cambiare mentalità non è stato facile, spiega Antonelli, ma con impegno e lavoro di squadra oggi il nostro Centro è un luogo sempre più aperto ad altri soggetti o categorie, portatori di elementi culturali, artistici, hobbistici od altro, uno spazio in cui offriamo la possibilità di coltivare relazioni o condivisioni con giovani e meno giovani, capaci di espressioni dinamiche, che non facciano sentire il peso della vita bensì la sua qualità. Centri Sociali – continua Antonelli – in cui da “consumatori del tempo” si diventa “protagonisti del tempo”, dove i Soci e i dirigenti sentono che fare volontariato è mettere in discussione sé stessi ogni giorno.
Dal 2014 ad oggi il Centro ANCeSCAO “Le Rose” ha vissuto un importante periodo di crescita e sviluppo, nonostante le più recenti difficoltà insorte durante la pandemia Covid del 2020: l’aumento degli iscritti (da 407 a 710), il consolidamento delle risorse e l’entusiasmo dei volontari hanno permesso l’organizzazione di numerose iniziative settimanali e stagionali, l’acquisto di mezzi destinati al trasporto sociale di persone in difficoltà e l’avvio dei lavori di ristrutturazione della sede, ampliata e potenziata dalla sala polifunzionale che ospita svariate attività. Tante le collaborazioni e i progetti avviati con le associazioni del territorio, di cui alcune trovano proprio al Centro “Le Rose” un luogo in cui riunirsi e svolgere le proprie attività: “Ricordiamo i progetti realizzati insieme a VolontaRomagna, gestore del CSV locale – prosegue Antonelli - e le associazioni che ospitiamo: il Club Alpino Italiano, il Gruppo Micologico Ravennate, il Circolo Fotografico Ravennate, i Canterini Romagnoli Pratella-Martuzzi e il Coro Gospel Voyager”.
Presenze di cui i Soci del centro sono molto soddisfatti avendo apprezzato come l’intreccio di più generazioni, oltre a scovare energie, capacità organizzative e sensibilità umane nuove, sia in grado di re-immaginare i centri sociali come spazi in cui fondere la giovinezza con la terza età o quella degli anziani, nella convinzione di quanto gli uni siano complementari agli altri.
Importante ricordare anche la necessità di ricostruire il rapporto fra centri, in un’ottica di maggiore sintonia con le esigenze del territorio e le sue problematiche sociali - dall’aiuto ai fragili all’intrattenimento, dal bisogno di socialità all’espressione di vere attività culturali e artistiche - da affrontare e gestire in collaborazione con amministrazioni, istituzioni e autorità prevedendo forme di consultazione, progettazione, coordinamento e programmazione e sfruttando a pieno le potenzialità di ognuno.
Il Sindaco Michele De Pascale ha sottolineato come l’Amministrazione valuta l’azione dei Centri Sociali, come pensa di sostenerli o di estenderli, cosa chiede in cambio degli investimenti fatti per il bene dei singoli territori e della comunità. Importante è dirlo proprio qui, dove l’Amministrazione ha fatto un investimento importante e coraggioso.
Franco Cattabriga, Presidente regionale ANCeSCAO, ha ribadito e rafforzato le tesi messe in campo dai predecessori, evidenziano anche le attuali regolamentazioni burocratiche.
A chiudere un pomeriggio di alto interesse e condivisione il Prefetto di Ravenna Castrese De Rosa (prima volta di un Prefetto in un Centro Sociale) che ha evidenziato il valore morale, civile e sociale dei Centri che producono “risultato di convivenza” piuttosto che problemi di emergenza quale un Prefetto è continuamente chiamato a gestire, oltre alle tante questioni di sicurezza ed ordine pubblico.
“Persona di grande sensibilità – dichiara Antonelli – che alla presentazione dell’iniziativa ha immediatamente risposto “voi ditemi quale giorno e io ci sarò, perché è un mio compito quello di stare in mezzo alla gente, specie la gente che produce del bene e con tanto volontariato”.
A rendere leggero, anche se mai sottotono, il convegno, alcuni interventi de “I Suoni delle Rose”, un trio di musicanti che frequenta “Le Rose” per svolgere le prove. L’iniziativa, patrocinata da Comune di Ravenna – Assessorato al Decentramento, Prefettura di Ravenna e ANCeSCAO A.P.S. e realizzata in collaborazione con VolontaRomagna ODV, ha fornito importanti spunti di riflessione sull’evoluzione del terzo settore e del mondo dei centri sociali che sempre più diventano protagonisti delle politiche territoriali nella costruzione di un nuovo welfare e benessere sociale.
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