L'appello del Presidente Righini : La solidarietà fra generazioni è il fondamento per una società più sostenibile e coesa
Si è svolto lo scorso 10 maggio nella splendida cornice della Cappella Farnese di Palazzo d’Accursio in piazza Maggiore a Bologna, il...
Si è svolto lo scorso 10 maggio nella splendida cornice della Cappella Farnese di Palazzo d’Accursio in piazza Maggiore a Bologna, il convegno “Coniughiamo il noi. I legami solidali fra Istituzioni e associazionismo per superare fragilità e isolamento.”
Evento organizzato da ANCeSCAO - Coordinamento Provinciale della Città Metropolitana di Bologna, con il patrocinio di Comune di Bologna, ANCeSCAO Nazionale e Welfare è Bologna, per fare il punto sull’importante ruolo della popolazione anziana, nella quotidianità e nella vita sociale della Città, di fronte alle sfide e alle criticità demografiche, sociali e lavorative della comunità bolognese.
All’incontro hanno partecipato il Sindaco di Bologna Virginio Merola, il Presidente di ANCeSCAO Nazionale Esarmo Righini, Nives Zaccherini Presidente Ancescao Città Metropolitana di Bologna; Lucia Pieratelli Presidente Ancescao Regionale, Valentino Minarelli Segretario SPI-Cgil Bologna; Paola Paltretti Vicepresidente UISP Bologna; Sergio Lodi Presidente AUSER Bologna; Valeria Ribani Direttivo ARAD ; Mons. Matteo Maria Zuppi Arcivescovo della Città Metropolitana di Bologna; Gino Mazzoli Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano; Flavia Franzoni Comitato scientifico di IRESS, Istituto regionale per i servizi sociali e sanitari, la formazione e la ricerca; Matteo Lepore Assessore Cultura, Immaginazione Civica Comune di Bologna; Gianluca Borghi Amministratore Unico ASP Città di Bologna; Emilia Guberti Direttore SIAN Dip. Sanità Pubblica AUSL Bologna.
Ad aprire gli interventi, la relazione di Esarmo Righini Presidente Nazionale di ANCeSCAO, che ha messo in luce il ruolo di ANCeSCAO, Associazione diffusa sul territorio nazionale con più di 1400 Centri sociali e Comunità Ortive, quasi 400.000 iscritti, e da oltre vent’anni motore d’innovazione e di inclusione sociale, sia nelle città che nelle aree più periferiche e rurali d’Italia.
“Rispetto alle classiche attività di cui ci occupiamo ogni giorno, – ha detto Righini - attività come l’accompagnamento dell’anziano e il cosiddetto invecchiamento attivo, registriamo da tempo un mutamento sociale molto profondo. Un problema importante e certamente d’interesse generale.
Secondo le proiezioni presentate recentemente da ISTAT e lo scorso settembre, a Lisbona, dalla 4^ conferenza sull’invecchiamento dell’UNECE (la Commissione Economica per l’Europa delle Nazioni Unite), la nostra società è destinata ad invecchiare sempre più.
Nel 2030 la popolazione over 65 costituirà 1/4 della popolazione generale per superare nel 2045 il 31%. L’indice di vecchiaia mostra, infatti, che nel 2030 ci saranno 200 anziani ogni 100 giovani, e nel 2045, il rapporto salirà addirittura a 243.
Oggi, né lo Stato, né gli Enti preposti, hanno dimostrato, a nostro avviso, la dovuta attenzione a questo problema accumulando ritardi colpevoli che, se non saranno colmati, provocheranno danni enormi alla nostra economia.
Voglio semplicemente ricordare che gli anziani, come consumatori, stimolano l’innovazione e contribuiscono a sviluppare nuovi segmenti di mercato. E’ la cosiddetta Silver Economy.
Un segmento di economia, che solo in Italia, è stimato attorno a 123 miliardi di euro, e che sostiene più di un milione di posti di lavoro (fonte : Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali).
Un ruolo determinante, quindi, quello della popolazione anziana, che non più prescindere dall’avvio di una vera e propria strategia condivisa per realizzare azioni concrete e sinergiche a favore di una comunità attiva e solidale.
Quale migliore occasione per riflettere e prendere seriamente in considerazione le capacità delle persone anziane, le loro potenzialità e i benefici che apporterebbero alla società in tanti ambiti (politici,economici e sociali) ? Le competenze dei cittadini over 65, scaturiscono dalle loro esperienze di vita e dal loro curriculum professionale, rappresentando un’indubbia risorsa specie per le nuove generazioni.
Come non riconoscere che la “ SOLIDARIETA’ INTERGENERAZIONALE “ è indiscutibilmente, la base per una società per tutte le età, più sostenibile e coesa ?
E’ fuori di ogni dubbio il fatto che la valorizzazione del capitale sociale degli individui, agisce sul senso di comunità, sui valori solidaristici e sulla corresponsabilità sociale di un’intera comunità !
Rivalutare il ruolo della persona anziana quale “risorsa” per la comunità e l’anzianità come “opportunità”, è un progetto al quale le Comunità locali e le P.A. hanno l’obbligo di partecipare, sia in termini di idee che di partecipazione economica. Solo con la giusta sinergia tra le medesime e l’Associazionismo, si potranno ottenere risultati soddisfacenti.
Un concetto che, così come viene evidenziato anche dalla Riforma del Terzo Settore, evidenzia ancor di più il ruolo che la partecipazione attiva dell’Associazionismo, deve avere nella definizione delle attività politiche e strategiche di questo settore. Non più spettatori, quindi, o meri esecutori di progetti, ma interpreti a pieno titolo.
Non dimentichiamo, infine, che gli anziani con la loro attività di volontariato sono fra i protagonisti della società civile, garantendo a quest’ultima, in questo periodo di crisi e di mancanza di lavoro o di lavoro precario, un inestimabile supporto alle famiglie.
Se fossero in carica chiederemmo alle forze di governo, di prestare la dovuta attenzione a queste scadenze, ed approvare velocemente Decreti delegati ancora in attesa.
La Riforma del Terzo Settore necessita di essere attuata nella sua completezza ed operatività.
Ancora non è così. E le previsioni non sono certamente le più favorevoli...".