Alluvione: la parola ai Centri ANCeSCAO
L'intervista ai Presidenti territoriali di Forlì-Cesena e Ravenna, Paola Campacci e Elmiro Malpezzi.
A cura della Redazione ANCeSCAO Emilia Romagna - www.ancescaoemiliaromagna.it
L’alluvione che ha recentemente colpito la regione Emilia Romagna ha toccato direttamente alcune organizzazioni territoriali di ANCeSCAO. Nelle province di Cesena e Forlì e soprattutto nel ravennate ANCeSCAO si sta organizzando per riaprire i centri danneggiati e per far assistenza a chi ha bisogno sul territorio.
Abbiamo intervistato Paola Campacci di ANCeSCAO Cesena e Forlì e Elmiro Malpezzi di ANCeSCAO Ravenna.
I centri hanno subito danni e che cosa sta facendo ANCeSCAO sul tuo territorio?
Paola Campacci
Per fortuna non abbiamo avuto molti danni ai nostri centri sul territorio. L’unico che ha subito danni di un certo tipo è il Centro Delfino di Forlì, lì abbiamo avuto danni ai mobili, ai computer e altra attrezzatura ma è una situazione recuperabile.
Per quanto riguarda l’intervento diretto abbiamo ospitato 65 alluvionati proprio a ridosso dell’alluvione. In questo momento sono solo una decina e stanno tutte al centro Primavera di Forlì, qui abbiamo grandi spazi e abbiamo messo delle brandine nel salone della biblioteca e in altre stanze.
Elmiro Malpezzi
Nel territorio la realtà più disastrata è quella di Faenza. Il centro sociale è stato utilizzato per il campo base della protezione civile, gli altri si stanno attrezzando per dare ricovero ai volontari che si fermano in città.
Invece gli altri centri sociali della provincia stanno facendo delle sottoscrizioni per aiutare i centri colpiti, altri ancora stanno pulendo i locali dal fango.
I nostri centri sono aperti ma stanno lavorando per l’emergenza, non stanno facendo le attività solite.
Se devo fare un elenco dei centri più colpiti mi vengono in mente il circolo Macrelli a Faenza, il Tondo a Lugo, la Ca di cuntaden a Sant’agata sul Santerno e altri ancora. A Ravenna città invece nessun centro ha avuto dei danni.
Come stanno reagendo le persone e che cosa farete da qui in avanti?
Paola Campacci
Certo il morale delle persone che hanno perso tutto è molto basso, persone che hanno perso addirittura la casa e che hanno bisogno di un grande aiuto dalle istituzioni.
Come associazione Primavera appena torniamo alla normalità riprenderemo tutte le nostre attività.
Stanno tutti lavorando come matti ma ci sono tanti rifiuti in giro, il fango è dappertutto, ci vorrà molto tempo per cancellare questi segni, qua almeno l’acqua l’hanno tolta ma è rimasto il fango che si sta seccando e sarà più difficile da togliere.
Elmiro Malpezzi
Qui per tornare alla normalità occorrono degli anni. Cerchiamo di organizzarci per aiutare non solo i centri ma tutto il territorio ma in questo momento non sappiamo ancora cosa fare e come farlo.
Il nostro territorio è sicuramente quello più colpito: ciò che la rete Ancescao può fare adesso è inviarci dei volontari giovani.
La lettera del Presidente regionale Franco Cattabriga: leggi qui