ANCeSCAO A.P.S. ricorda Arnaldo Picchetto
Oggi 7 agosto si è spento Arnaldo Picchetto, storico fondatore dei Centri ANCeSCAO in tutta la provincia. Egli, infatti, fin dal 1992 insieme ad altri volenterosi e con l’Amministrazione provinciale, pose l’attenzione ad una fascia della popolazione che già allora costituiva una forte componente del tessuto sociale e che in un certo senso necessitava di essere organizzata al fine di offrire possibilità di avere spazi e riconoscimenti istituzionali.
L’ANCeSCAO, come associazione nazionale, questo offriva. Infatti le finalità erano e sono utilità sociale e solidarietà nel rispetto della libertà e dignità dei propri soci ispirandosi ai principi di democrazia e di uguaglianza. Attraverso l’azione dei propri centri sociali, l’ANCeSCAO svolge una significativa opera di utilità socio-culturale nei confronti della popolazione anziana e non solo. Arnaldo con passione ed energia non comune ha contribuito alla diffusione del Centri Anziani in tutta la provincia di Viterbo che ad oggi conta più di 50 centri con oltre 10.000 iscritti.
Arnaldo comunque è stato da sempre impegnato nel sociale come sindacalista, come assessore provinciale ed ha sempre svolto la sua attività con competenza passione ed altruismo avendo di mira solo il bene comune. Quanti lo hanno conosciuto non possono non aver apprezzato la sua onestà intellettuale e morale che sempre lo ha contraddistinto. ANCeSCAO perde un uomo di valore che indubbiamente ha lasciato una eredità di cui tutti dobbiamo sforzarci di non disperdere.
Non è semplice parlare di una persona, di un amico in questo momento. Tuttavia non posso, a nome di ANCeSCAO Viterbo e di tutti i centri della provincia, non esprimere gratitudine e riconoscenza ad Arnaldo che con passione, competenza e dedizione ha profuso ogni energia per lo sviluppo e la diffusione dei centri anziani in tutta la provincia a vantaggio della salute e del benessere psicofisico delle persone della terza età. Dobbiamo essere grati ad Arnaldo perché oltre trent’anni fa ebbe l’intuizione dell’Ancescao ponendo l’attenzione ad una realtà, quella delle persone anziane, che nonostante l’età ha ancora desiderio e voglia di trasmettere valori, competenze professionali e voglia di vivere perché la vita ad ogni età è bella e degna di essere vissuta.
Arnaldo comprese che in una società che si preoccupa essenzialmente della produzione economica e della logica del profitto, al contrario la terza età può essere vissuta come uno spazio libero ed aperto a molteplici opportunità del sapere, del fare, cioè, può essere vista come un tempo per ritrovare il significato e il valore della vita stessa.
Ecco allora i progetti: Erasmus che hanno permesso oltre che aprire i nostri centri ad altre nazioni europee anche di fare esperienze di confronto e di socialità non indifferenti, la convenzione con l’Università della Tuscia che ha visto le nostre strutture partecipare e promuovere incontri culturali e di ricerca così come con il Cedido di Viterbo sulla Grande guerra e la devozione mariana o il concorso letterario “Scrivere è Bello”.
Arnaldo vedeva il Centro anziani come una realtà viva fatta di solidarietà ed amicizia aperta al confronto, all'attenzione ed alla comprensione degli altri. Lo stare insieme, sosteneva Arnaldo, offre l'opportunità di comprendere e di apprezzare quanto la vita e la singola persona, ogni giorno, per merito di ognuno, diventa sempre più ricca e bella, nonostante, anzi, proprio per il trascorrere del tempo. Arnaldo indubbiamente questo ha inteso promuovere e questa è la sua eredità che non va dispersa.
Personalmente ho conosciuto Arnaldo in questo ultimo periodo, tuttavia ho apprezzato il suo entusiasmo, la sua passione e dedizione in quello che faceva e queste, credo, siano state le qualità che sempre lo hanno contraddistinto nel suo impegno nell’ANCeSCAO Regionale e come consigliere nell’esecutivo nazionale, ed inoltre nel ruolo da sindacalista e assessore provinciale.
Una nota, personale: Picchetto non aveva avuto una formazione come la mia proveniente dall’Azione Cattolica italiana, tuttavia il nostro rapporto fu subito di stima reciproca e di sincera amicizia tanto che lui stesso dopo alcune conversazioni mi chiese un vangelo. Poi, sempre desideroso di sapere, volle avere una conoscenza più precisa sulla figura e vita Gesù. Gli procurai la vita di Gesù Cristo di Giuseppe Ricciotti, fu molto contento. Mi confidava, poi, che la domenica volentieri andava a messa con Clara e si sentiva bene.
Ecco, Arnaldo era in continua ricerca e guardava sempre avanti, anche qualche giorno fa mi sollecitava ad interessarmi dei progetti e a far sì che quelli in atto fossero attuati nel migliore dei modi.
Credo che ognuno di noi non dimenticherà facilmente l’esempio ed il bene che egli ha tramesso e questo ci stimola a guardare avanti con costanza e fiducia.