Skip to main content

Consiglio Nazionale: riflessioni sul momento politico

11 Febbraio 2013

Il Consiglio Nazionale, nell'assemblea dell'8 febbraio scorso ad Imola, considerando l'avvicinarsi delle elezioni politiche del 24 e...

 

Il Consiglio Nazionale, nell'assemblea dell'8 febbraio scorso ad Imola, considerando l'avvicinarsi delle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio 2013, si mantiene equidistante dal pensiero di tutti i partiti, tuttavia, sottolineando ad ognuno di essi la necessità di considerare il momento di estrema difficoltà che la società italiana sta attraversando ed in particolare la popolazione anziana della quale ANCeSCAO si fa portavoce. Riportiamo l'Ordine del Giorno approvato all'unanimità dal Consiglio Nazionale.

" Il Consiglio Nazionale ANCeSCAO, data la natura pluralistica dell’Associazione, pur non dando indicazioni di voto che ogni iscritto valuterà dalle proprie riflessioni, ritiene, a pochi giorni dal voto, di dover fare alcune considerazioni.

Un voto quanto mai importante in una situazione difficile e di larga sfiducia da parte degli elettori nei confronti delle istituzioni. Ampia è la fascia degli incerti e di coloro che non intenderebbero votare; ciò nasce dalla delusione per politiche che, seppure motivate dalla necessità di riequilibrio del bilancio dello Stato e dalla pesante crisi economica, hanno penalizzato soprattutto quelle classi sociali, maggiormente gli anziani, che non avevano colpe per il dissesto e che, al contrario , hanno più bisogno di sostegno e di solidarietà. Per questo la crisi del sistema politico italiano è ormai evidente e si accompagna a segnali sempre più chiari di degrado civile e morale, alla caduta di fiducia dei cittadini nelle istituzioni e nei partiti, allo svilimento del dibattito pubblico, alla desertificazione dello spazio democratico.

Urge un immediato moto di riscatto morale per reagire alla crisi culturale del Paese, ridurre la distanza fra cittadini e istituzioni, ridare nuova dignità e rappresentatività alla politica.

La congettura economica sfavorevole, l'emergenza sociale ed ambientale, la crisi economica ed istituzionale e dei valori non annunciano esiti certi.

Per offrire al Paese una prospettiva di ripresa e di nuovo sviluppo occorre una svolta sostanziale verso un modello economico più sostenibile sia sotto il profilo sociale che ambientale, ispirato ad una più equa distribuzione delle risorse, maggiore coesione sociale, rispetto della legalità democratica.

Una politica per lo sviluppo che metta al centro il lavoro, i diritti umani, la giustizia sociale, i beni comuni, il welfare e l'ambiente.

Ci si augura che questi temi trovino, almeno in questo ultimo scorcio di campagna elettorale, più spazio di quello avuto sinora.

Al momento del voto ognuno deve essere messo in grado di valutare oggettivamente uomini e programmi che, per esperienza e impegno nel presente, diano garanzia di azioni concrete in direzione della soluzione di problemi per cui ogni giorno la nostra Associazione lavora con l’impegno di migliaia di volontari, perseguendo le sue finalità statutarie.

Il cambiamento di cui l'Italia ha bisogno nessuno può garantirlo da solo; né le istituzioni, né i partiti, né le organizzazioni sociali possono essere autosufficienti, ma devono essere messe in grado di ben lavorare.

Il Terzo Settore sta vivendo grandi difficoltà per la gravità della crisi economica, i tagli alla spesa sociale, il tentativo di delegittimazione da parte delle istituzioni, in modo particolare dagli ultimi anni.

Tuttavia siamo consapevoli che la crisi chiami il Terzo Settore a nuove e più alte responsabilità alle quali non sempre, nel suo complesso, nel recente passato ha saputo assolvere: i valori, le competenze, le esperienze, le pratiche sociali di cui siamo portatori non sono solo il nostro patrimonio, ma ricchezza da investire al servizio del Paese.

Occorre rafforzare ed innovare le politiche di welfare che invece si stanno destrutturando.

C'è una pericolosa sottovalutazione del problema sociale: crescono le fragilità (povertà vecchie e nuove, anziani, disabilità, etc.), cresce la domanda di servizi, le istituzioni locali non riescono più a far fronte ai bisogni essenziali di fasce sempre più alte di cittadini.

Non si può aspettare la ripresa economica per ripristinare un livello accettabile di spesa sociale.

E' proprio quando il Paese è in difficoltà, quando le famiglie sono sottoposte ad una pressione senza uguali, che bisogna sostenere la sua parte più debole.

Occorre un uso intelligente della leva fiscale, dell’eliminazione degli sprechi, di una più incisiva lotta all'evasione e di un nuovo orientamento del bilancio statale. Servono scelte che spostino il baricentro delle politiche di welfare da un concetto risarcitorio al terreno della prevenzione e della promozione sociale.

Rivendichiamo una maggiore attenzione al nostro mondo istituendo, finalmente, un tavolo affinché si ridefinisca un coerente quadro normativo per le diverse espressioni dell'associazionismo, tanto per leggi nazionali che regionali e territoriali, perché si sostengano e promuovano le organizzazioni evitando di burocratizzarne le strutture.

Queste noi riteniamo siano le priorità del nuovo Parlamento e del nuovo Governo e noi valuteremo chi sarà chiamato a formarlo, dalle risposte che saprà mettere in campo sia nel corso di questa campagna elettorale sia nel dopo elezioni.

Ma saremo presenti ad ogni livello con le nostre proposte augurandoci di trovare un terreno comune con le altre associazioni. "