Coesione sociale: cercando il confronto per costruire “INSIEME” la comunità
A pag. 15 del numero di Maggio 2014 della rivista Anziani e Società sono stati presentati gli obiettivi e le linee di indirizzo della...
A pag. 15 del numero di Maggio 2014 della rivista Anziani e Società sono stati presentati gli obiettivi e le linee di indirizzo della commissione Coesione Sociale, come approvate al Consiglio Nazionale e successivamente sviluppate in tre riunioni della Commissione.
Nella riunione dell’Esecutivo Nazionale del 29.05.2014 il Coordinatore Gianni Dall’Armi ha confermato come impostazione dei lavori della Commissione:
NON assumersi, come Commissione, l’onere della gestione diretta di progetti specifici, ma puntare su iniziative di stimolo per i Coordinamenti ed eventuali linee guida ANCeSCAO come supporto / riferimento per le iniziative dei Coordinamenti / Centri Soci.
Dare attuazione alla lettera già inviata in Aprile ai Coordinamenti Regionali e Provinciali (prot. 146/2014) per incontri a livello locale su temi specifici con i Centri interessati riprendendo la proposta con la presente nota, eventualmente coinvolgendo direttamente anche i Centri Soci interessati tramite la rivista,.
Con questo documento vorremmo avviare la proposta sistematica di alcuni temi che potrebbero diventare la base per progetti nazionali, sui quali vorremmo costruire un percorso che coinvolga tutta la Associazione con contributi e riflessioni, sia con incontri “ad hoc” che stiamo definendo con i Presidenti Regionali e Provinciali, sia direttamente che attraverso la rivista “Anziani e Società.
L’iniziativa potrebbe essere la base per l’avvio di una discussione dalla quale far emergere priorità e percorsi condivisi.
Sappiamo che, per raggiungere risultati positivi e duraturi, il percorso sarà necessariamente lungo e fatto di piccoli passi. L’approccio che proponiamo non è il convegno o la scrittura di qualche documento ma l’avvio di una discussione da fare insieme; quindi un lungo lavoro per raggiungere insieme questi risultati.
Siamo convinti che nei nostri Centri molte azioni e attività si stanno già realizzando e siamo consapevoli che le realtà locali sono diverse le une dalle altre. Con il nostro lavoro vorremmo far emergere i progetti specifici effettivamente in atto o in programma, le criticità che caratterizzano la attuazione di questi progetti, ed eventuali testimonianze di “eccellenze” affinché il patrimonio di pochi possa diventare ricchezza per tutta l’Associazione, per liberare tutte le energie presenti, dare visibilità, essere riconosciuti quali attori strategici e soggetti del cambiamento sociale e strumento per un nuovo welfare.
I temi ai quali faremo riferimento sono quelli codificati nei risultati nella Conferenza di Riolo Terme, della Commissione Rinnovamento, del questionario CaRS, già ripresi in occasione del rinnovo degli organismi Dirigenti: Consiglio Nazionale (Bellaria), ed Esecutivo Nazionale (Imola). Per ciascuno di questi temi vorremmo elaborare linee guida da depositare sul sito ANCeSCAO, cliccabili da parte degli interessati, chiedendo a tutti contributi per approfondimenti e commenti.
Nella presente nota presenteremo alcuni cenni preliminari su tre temi tra quelli fondamentali per la costruzione della Comunità: rapporti intergenerazionali, ruolo della femminilità e integrazione.
1. Bozza di linee guida sul tema dei rapporti intergenerazionali
Come sottolineato da più parti, il futuro dei nostri Centri si basa inevitabilmente su un superamento dei limiti relativi agli interessi e competenze degli “anziani e pensionati”, con una apertura e partecipazione convinta ai problemi di tutta la comunità e dei giovani in particolare. Ciò comporterà, tra l’altro, un profondo riesame della cultura e degli atteggiamenti delle singole persone, compreso gli aspetti relativi al senso e ruolo della partecipazione al Centro sociale, nonché un necessario ricambio generazionale nella gestione dei Centri.
Per quanto riguarda la comunità in generale si dovranno curare in particolare le interrelazioni con la Pubblica Amministrazione e le altre Associazioni per progetti nella direzione della cittadinanza attiva, in un’ottica di welfare comunitario e partecipativo, con eventuale riferimento a progetti di ampio respiro, a livello nazionale o europeo.
Per quanto riguarda i giovani si dovranno valutare progetti declinati in funzione delle varie fasce d’età (infanzia, adolescenza e post adolescenza), con livelli diversi di coinvolgimento sia personale che istituzionale (scuole, oratori, ecc.). Gli ambiti di intervento sono numerosissimi.
Nei nostri Centri molte cose si stanno già facendo (laboratori intergenerazionali con classi di scuole elementari, i doposcuola rivolti ai ragazzi, i consigli comunali dei ragazzi delle scuole medie coinvolgendo scuola Assessorati alla Cultura, genitori e nonni dei ragazzi).
Con i ragazzi dai diciotto anni in avanti si possono avviare esperienze importanti attraverso il servizio civile; con studenti delle scuole medie superiori forme di volontariato presso i doposcuola organizzati e rivolti ai ragazzi più giovani.
Pensiamo a Centri che rendano autonomi gruppi di adulti e ragazzi sia nella programmazione delle attività sia nell’utilizzo degli spazi, individuando interessi comuni tra giovani e anziani che consentano di avvicinarsi e condividere i diversi bagagli di conoscenze.
2. Bozza di linee guida sul tema del ruolo della femminilità
Oggi le donne sono di fatto abbastanza presenti nel mondo della politica, delle professioni e dell’imprenditoria, spesso impegnandosi con competenza e determinazione, assumendosi responsabilità anche gravose. A nostro avviso non conviene insistere ulteriormente su progetti tipo “quote rosa” o “pari opportunità”: secondo noi conviene creare occasioni per consentire alle donne che hanno dimostrato di avere competenza e impegno, di testimoniare come siano riuscite a conciliare quelle incombenze che madre natura “assegna” di fatto alla femminilità, con il contributo alle “cose della Comunità”, valorizzando, ove del caso, il tocco della femminilità nelle scelte organizzative.
Nella nostra Associazione la partecipazione della componente femminile negli organi dirigenti è di fatto ancora inadeguata rispetto al numero delle donne presenti nella base sociale e nelle attività dei Centri. Dunque valorizzare la figura femminile a tutti i livelli è oggi un impegno prioritario per lo sviluppo dell’intera Associazione, sia nella gestione delle attività associative (per le capacità organizzative e relazionali della donna, per il suo senso pratico ed la sua creatività,) sia per il contributo che la femminilità è in grado di dare per aspetti culturali, ma anche nel campo dell’informatica, nello sviluppo pubblicitario dell’Associazione, nel campo dei giovani ecc.
3. Bozza di linee guida sul tema dell’integrazione
Integrazione significa non solo accoglienza / assistenza per qualcuno che ha bisogno, e neppure una semplice accettazione della diversità dell’altro, compreso il riconoscimento della dignità della sua diversità: integrazione significa anche consentire a tutti di dare il meglio di sé per il bene di tutti (tanto o poco che sia).
A differenza di una OdV, che costruisce solidarietà per darla a chi ha bisogno (con o senza Voucher), noi come APS facciamo “venir fuori” la solidarietà dal rapporto: noi offriamo fraternità in ottica di reciprocità e di convivialità”. Quando uno entra in un Centro ANCeSCAO il nostro discorso è: “tu diventa uno di noi, noi vediamo che cosa possiamo fare per te e tu vedi che cosa puoi fare per noi”. Tanto o poco, lo condividiamo con gioia, e così la vita è bella.
I nostri Centri possono offrire luoghi estremamente interessanti in quanto ambienti accoglienti, detentori di molteplici risorse che creano comunità, quindi, strutture di facilitazione sia quando una « badante » prende un tè sia quando c’è la frequentazione a un corso di lingua italiana di una donna marocchina (o viceversa!).
Anche in questo ambito gli interventi rivolti alle donne (le ultime nelle loro famiglie), possono risultare particolarmente interessanti: dai corsi di lingua italiana ai doposcuola assistiti per i loro figli a una festa interculturale ai corsi di cucina, cucito e ricamo, ecc..
Per la realizzazione di queste attività, o per altre analoghe centrate sul ruolo del maschio, o eventuali altre attività generali, come cori, potrebbero essere coinvolti ex insegnanti, raggiungendo così un doppio risultato: valorizzare il loro “sapere” ma anche ampliare e qualificare il patrimonio dei nostri volontari. Tutto ciò con la consapevolezza che, queste esperienze funzionano solo se ci sono un Centro che accoglie e un contesto favorevole e sensibile.
Speriamo vivamente di ricevere commenti da parte dei Coordinamenti e dei Centri Soci Commissione “Coesione Sociale”:
Gianni Dall’Armi Coordinatore (Veneto) Tel.3394102750 e-mail:
Gianfranco Camponuovo (Lombardia) Tel.3478879111 e-mail:
Leonardo Marrone (Basilicata) Tel.3337408863 e-mail:
Ivana Mastriforti (Umbria) Tel.3396572500 e-mail:
Lucia Pieratelli (Emilia Romagna) Tel.3331223098 e-mail:
Bruno Pratesi (Toscana) Tel.3932743873 e-mail:
Gabriella Rasetti (Lazio) Tel.3389785494 e-mail: