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15 giugno 2018 : giornata mondiale di sensibilizzazione contro gli abusi sugli anziani

12 Giugno 2018

Dei diritti degli anziani si è parlato alla 6° Conferenza annuale di AGE PLATFORM Europa – Associazione Europea per la Promozione dei diritti degli anziani di cui ANCeSCAO è membro effettivo, svoltasi a Bruxelles lo scorso 6-8 giugno 2018

 

 

Le Nazioni Unite (ONU) hanno dichiarato il 15 Giugno 2018 “Giornata mondiale di sensibilizzazione contro gli abusi sugli anziani”. Gli ultimi dati indicano che ancora oggi nel mondo il 2,7% degli anziani è soggetto a forme varie di violenza fisica, il 19,5 % ad abusi di tipo psicologico, il 4% ad abusi di tipo finanziario.

Di questo e dei diritti degli anziani si è parlato alla 6° Conferenza annuale di AGE PLATFORM Europa – Associazione Europea per la Promozione dei diritti degli anziani di cui ANCeSCAO è membro effettivo, svoltasi a Bruxelles lo scorso 6-8 giugno 2018.

Alla conferenza hanno partecipato:

Rappresentanti del mondo politico come la dr.ssa Zornitsa Roussinova, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali della Bulgaria, nazione che ricopre attualmente il ruolo di Presidente dell’Unione Europea; la dr.ssa Anna Chabiera dell’ Ufficio del Commissario per i Diritti Umani della Polonia; il dr. Claude Cahn dell’ Ufficio dell’ Alto Commissariato per i Diritti Umani in Europa (OHCHR); il dr. Ralf-René Weingartner, Capo della Divisione Affari per la Famiglia, gli Anziani, le Donne e i Giovani della Rappresentanza Tedesca presso l’ Unione Europea;
Rappresentanti di varie organizzazioni internazionali come il Comitato delle Nazioni Unite sui Diritti Economici, Sociali e Culturali; Agenzia Europea sui Diritti Fondamentali (FRA); Gruppo Europeo delle persone affette da demenza e Alzheimer; Rete Europea di promozione per una vita indipendente degli anziani (ENIL); l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO);
Rappresentanti del mondo accademico e della ricerca (es. Università di East Anglia, Gran Bretagna; Università di Galway, Irlanda; Libera Università di Bruxelles; Università di Lancaster, Gran Bretagna);
Rappresentanti del Comitato Direttivo di AGE-Platform Europa e rappresentati dei Membri dell’Associazione, fra cui ANCeSCAO rappresentata da Ing. Silvio Bonfiglio.

L’Europa e l’invecchiamento: stato dell’arte e tendenze

La Conferenza è stata aperta da una relazione della Dr.ssa Zornitsa Roussinova, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali della Bulgaria, nazione che sta completando il suo semestre di Presidenza dell’ Unione Europea (il prossimo semestre vedrà la presidenza dell’Austria).

“Siamo in un periodo di grandi cambiamenti sociali” - ha esordito la dr.ssa Roussinova - “ma assistiamo ancora a varie forme di “stigmatizzazione” dell’anziano e alla mancanza di un riconoscimento del suo ruolo nella società”.

Tutto ciò condiziona enormemente e in maniera negativa il tipo e la qualità dell’interazione fra l’anziano e la comunità, interazione che in alcuni casi manca del tutto (“Ai giovani gli anziani risultano il più delle volte “invisibili”). Molto spesso la stessa assistenza agli anziani ha la caratteristica della “reattività” piuttosto che della “proattività”.

La dr.ssa Roussinova ha ricordato le priorità dell’Unione Europea per quanto riguarda la gestione del problema dell’invecchiamento della popolazione e l’affermazione dei diritti degli anziani.

Il Documento Europeo sui Diritti Sociali pubblicato il 17 Novembre 2017 elenca fra i diritti sociali riguardanti particolarmente gli anziani:

Uguali opportunità indipendentemente dall’età,
il diritto a un reddito e a un assegno di pensione adeguati,
l’inclusione delle persone con disabilità qualunque sia la loro età; la realizzazione di città senza barriere e accessibili a tutti, anziani inclusi;
il diritto a un’assistenza di lungo termine,
il diritto a un giusto bilanciamento fra vita e lavoro.
La Dr.ssa Roussinova ha poi evidenziato alcune fra le priorità dell’ Unione Europea che riguardano specificatamente gli anziani:

la cooperazione fra soggetti pubblici e privati nel settore socio-sanitario (la realizzazione di un “welfare comunitario”);
la promozione della solidarietà intergenerazionale;
la realizzazione di un sistema efficiente e integrato di assistenza socio-sanitaria;
il diritto degli anziani alla partecipazione alla vita sociale e politica della comunità;
l’ aumento del numero e l’ accrescimento della professionalità degli operatori del settore dell’assistenza agli anziani (oggi si assiste – specie nei paesi meno sviluppati - a una crescita di servizi “non regolamentati” gestiti da operatori improvvisati e non adeguatamente formati);
il finanziariamente di varie iniziative a favore della popolazione anziana.

Contro gli stereotipi dell’invecchiamento

Durante la Conferenza é stato evidenziato come il concetto di età abbia quattro differenti dimensioni: quella cronologica (gli anni vissuti), quella biologica (il cambiamento dello stato fisico), quella psicologica / emotiva (il cambiamento di personalità) e quella sociale (il cambiamento del proprio ruolo nella società e delle relazioni).

La maniera e la velocità con cui ogni anziano evolve in ciascuna di queste dimensioni sono del tutto individuali e in questo senso gli anziani rappresentano una categoria con molte differenziazioni.

Oggi invece si tende a semplificare, a definire degli stereotipi e a inquadrare ciascun anziano in due categorie fra loro nettamente differenti:

l’anziano non autonomo, afflitto da varie malattie, che non dà alcun contributo alla comunità e ne rappresenta solo un “problema”;
dall’altra parte un anziano ancora attivo e protagonista, un “sempre giovane”, integrato nella società di cui rappresenta ancora una risorsa.
E’ stato osservato come siano due visioni completamente opposte e che generalizzano il problema dell’invecchiamento, semplificando una materia che è molto più complessa e variegata; ogni anziano infatti è diverso dall’altro e fra i due stereotipi sopra descritti c’è tutto uno spettro di profili intermedi.

Garantire l’autodeterminazione degli anziani

Un ampio spazio della Conferenza è stato dedicato al diritto dell’ autodeterminazione degli anziani.

L’ “autodeterminazione – com’è stato precisato - rappresenta la facoltà dell’anziano di fare delle scelte e decidere in maniera autonoma della propria vita”.

A causa del progressivo decadimento delle sue capacità, all’anziano viene spesse volte negato il diritto all’autodeterminazione; lo si fa sia in maniera informale da parte degli stessi familiari e anche formalmente attraverso un provvedimento del tribunale che trasferisce l’esercizio del potere di decisione dell’anziano in delega a una terza persona.

Il più delle volte ciò è fatto nell’interesse dell’anziano, non più in grado di decidere o di assumere le “decisioni giuste”; qualche volta però c‘è un abuso (es. di tipo finanziario) e la malafede da parte dei familiari (si pensi ad esempio al caso di tanti anziani forzati ad andare via dalla propria abitazione e a trasferirsi in una casa di riposo per lasciare la disponibilità della casa alla famiglia del(la) figlio(a)).

Durante la conferenza vari oratori hanno fatto notare come fortunatamente si vada sempre più affermando in Europa una tendenza a evitare il più possibile lo strumento della “decisione delegata” e di promuovere invece sempre più “il diritto di autodeterminazione dell’anziano”.

Grigorios Tsioukas dell’ Agenzia Europea sui Diritti Fondamentali (FRA), ha indicato come si debba “assicurare alle persone con disabilità tutto il supporto e gli strumenti necessari perché esse possano decidere direttamente e autonomamente piuttosto che trasferire ad altri il potere decisionale”.

E’ stata significativa la testimonianza di un ultrasettantenne inglese, Chris Roberts, da sei anni affetto da demenza a cui recentemente si è aggiunta la diagnosi di una forma iniziale di Alzheimer. Chris, che è vice Presidente del Gruppo di Lavoro Europeo sulle persone affette da demenza e Alzheimer, nel suo intervento ha affermato come in ogni caso “non sia accettabile il trasferimento forzato della gestione della propria vita ad altri anche se si tratta di un familiare; ciò rappresenta la perdita di un diritto irrinunciabile e la “morte civile” di una persona”.

Il dr. Roberts ha testimoniato come anche chi è affetto da demenza può condurre una vita caratterizzata da una certa autonomia attraverso un’ “auto-regolazione” del proprio stile di vita (es. non utilizzare i mezzi pubblici per gli spostamenti, ma il taxi; utilizzare un tablet come “pro-memoria” e “assistente personale”, vivere in simbiosi con una persona cara, ad esempio il coniuge, e concedersi spesso momenti di vita al di fuori del contesto abituale, in posti dove non si è conosciuti e dove il proprio stato di disabilità può “essere neutralizzato” grazie all’anonimato).

Il rapporto dell’ Agenzia dell’ Unione Europea per i Diritti Fondamentali (FRA – Fundamental Rights Agency)

La Conferenza ha dato l’opportunità all’ Agenzia Europea per i Diritti Fondamentali di presentare in anteprima l’ultimo rapporto pubblicato dall’ organizzazione sulla condizione e sui diritti degli anziani in Europa..

Il dr. Tsioukas ha introdotto l’argomento facendo notare come si noti un nuovo approccio nell’affrontare la tematica degli anziani; esso è basato sull’affermazione dei loro diritti piuttosto che sull’elencazione dei loro deficit e dei loro bisogni. Tutti i cittadini hanno diritto allo stesso trattamento e alle stesse opportunità indipendentemente dalla loro età. Va certamente riconosciuto che gli anziani hanno specifici bisogni ma ciò non deve significare una limitazione dei loro diritti. Bisogna piuttosto costruire le condizioni e fornire gli strumenti perché – nonostante le loro problematiche – gli anziani possano godere di questi diritti nella stessa maniera e con la stessa completezza di tutti gli altri cittadini.

“In altre parole – come è stato osservato durante la Conferenza - a un anziano con problemi di deambulazione non deve essere precluso il diritto di cenare in un ristorante situato al quarto piano di un palazzo ma semplicemente deve essere reso disponibile un ascensore che lo porti al quarto piano. I diritti fondamentali, siano essi civili, politici, sociali o economici, non hanno una scadenza, non cambiano con l’età”.

Tendenze demografiche, economiche e sociali: un monito per i giovani

Nel rapporto dell’Agenzia Europea sui Diritti Fondamentali (FRA)* viene fatto notare come per l’ attuale nuova generazione si preveda un rischio maggiore di discriminazione legata all’età. Si ritiene infatti che, rispetto a quelli di oggi. i “futuri anziani” godranno di risorse economiche inferiori e avranno un rischio maggiore di povertà.

Di conseguenza molto probabilmente essi sperimenteranno maggiori discriminazioni e disuguaglianze in termini di servizi sanitari, istruzione, opportunità di accesso al mondo del lavoro e in termini di disponibilità di risorse finanziarie.

* Allegato

Allegati

6_Conferenza_AGE_PLATFORM_Europa_-_Rapporto_dellAgenzia_Europea_sui_Diritti_Fondamentali.pdf