Contratti energia e Tari: quali contratti pongono maggiore tutela verso il consumatore?
In realtà la maggiore tutela che abbiamo è la buona gestione del contratto e il controllo delle fatture.
Risponde Francesca Campanini, esperta dello Sportello Energia: diritti a viva voce di Confconsumatori Parma.
Conoscere la differenza tra il mercato libero e il tutelato, sapere come leggere una bolletta, conoscere i passaggi da compiere per la chiusura di un contratto o la sua voltura, sapere cosa voglio da una nuova offerta, conoscere i miei diritti, ma soprattutto i miei doveri sono la base per gestire in sicurezza e con semplicità le utenze domestiche.
Il mercato Tutelato – in scadenza a gennaio 2024 – prevede che le condizioni contrattuali ed economiche siano decise dall’Autorità ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente). Il costo della materia prima è variabile e basato sul costo di luce e gas sul mercato all’ingrosso.
Il Mercato libero, invece, prevede che sia il gestore a formulare sia le condizioni contrattuali (rateizzazione, tempi di emissione fattura, etc.) che il prezzo, anche se sempre entro i limiti imposti da ARERA. I venditori, quindi, predispongono una serie di offerte nelle quali, per andare incontro alle esigenze di tutti i clienti, propongono soluzioni differenti. Tra queste, dunque, noi possiamo scegliere quella che si adatta meglio alle nostre esigenze e, conseguentemente, la tutela arriva dalla nostra scelta consapevole. Poniamo un esempio banale: se non siamo avvezzi all’uso di internet, non abbiamo un pc a casa, non utilizziamo uno smartphone, non dovrò scegliere un’offerta che prevede l’invio delle fatture in forma dematerializzata.
Oppure: se abbiamo già un servizio di pulizia della caldaia effettuato dall’istallatore, dovrò scartare quelle offerte contrattuali nelle quali è compreso anche il servizio aggiuntivo di pulizia caldaia.
Ci sono spese occulte a cui fare attenzione?
La fatturazione segue le disposizioni specifiche dell’Autorità ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) che svolge attività di regolazione e controllo nei settori dell'energia elettrica, del gas naturale, dei servizi idrici, del ciclo dei rifiuti e del telecalore. Attraverso numerose delibere, tra cui il cosiddetto TIF (testo nel quale compaiono le disposizioni inerenti alla fatturazione luce, gas e sistema idrico https://www.arera.it/allegati/docs/16/463-16TIFnew.pdf) l’Autorità regola infatti le tempistiche di emissione delle fatture, la ricezione delle autoletture, utilizzo delle letture, i dati e le informazioni da inserire in bolletta. Le spese sono obbligatoriamente rese trasparenti, ma questo comporta l’emissione di fatture che, il più delle volte, non è facilmente comprensibile a chi non è abituato a verificare le proprie fatture. Esistono 4 principali voci di spesa:
- Spesa per la materia energia
- Spesa per il trasporto e la gestione del contatore
- Spesa per oneri di sistema
- Imposte
Attraverso queste voci il consumatore paga sia la materia prima che la manutenzione delle infrastrutture che sono necessarie a farci arrivare l’energia a casa. In realtà si tratta di voci i cui costi sono “FISSI”, cioè non è il gestore che li decide, ma seguono, anche in questo caso, le indicazioni dell’ARERA. L’unica voce di spesa che il gestore del mercato libero può “decidere” è quella relativa alla materia prima (anche se una piccola quota fissa è presente anche in questa voce).
Sempre l’Autorità, tramite il Codice di Condotta Commerciale (https://www.arera.it/allegati/docs/18/366-18alla.pdf) regola e stabilisce quali sono le informazioni che il cliente deve ricevere prima della stipula contrattuale. Tra queste ci sono proprio i costi, che devono essere chiaramente specificati, fin dalla trattazione dell’offerta. Il venditore deve infatti fornire, tra le altre, le indicazioni economiche di fornitura del servizio, la durata dell’offerta e una “scheda di confrontabilità della spesa” che ci permette di sapere quale sarebbe la spesa media annuale se sottoscrivessi quell’offerta.
Posiamo quindi dire che non ci sono costi nascosti per la fornitura di luce e gas, basta fare attenzione a cosa è scritto nelle condizioni economiche dell’offerta.
Meglio le tariffe biorarie o monorarie?
Stabilire quale delle due tariffe è la migliore per noi significa risparmiare sulla bolletta, pertanto è molto importante capire come scegliere.
La scelta può essere fatta solo per la fornitura di luce – non esiste un monorario/biorario per il gas. Sappiamo che il nostro contatore (e di conseguenza la nostra bolletta) regista i consumi suddivisi per fasce orarie. La fascia F1 è quella per i consumi che si effettuano dalle 8 alle 18. Poi abbiamo la fascia F2 che comprende i consumi dalle 19 alle 22 e le 7 e il sabato dalle 7 alle 22. La fascia 3 va dalle 23 alle 6 e tutta la domenica.
Nella tariffa bioraria si pagano differenziate F1 e F2 e F3. F1 è la più costosa e questo è dovuto al fatto che in questa fascia oraria c’è una grande richiesta di energia (case, uffici, scuole, supermercati, industrie, etc.) e quindi deve essere prodotta molta energia elettrica e di conseguenza si registra una grande spesa di produzione. Il prezzo di F2 e F3 è invece uguale ed è sempre meno di quello applicato per F1. Il motivo è che la sera molte attività cessano e cala la richiesta di energia. Questa tariffa bioraria era stata pensata per disincentivare l’utilizzo dell’energia durante il giorno per cercare di ridurre la produzione e, di conseguenza, anche il costo.
Successivamente è nata anche una tariffa monoraria, secondo la quale si paga lo stesso prezzo in tutte le ore del giorno e della settimana. Questo costo è, indicativamente, una media tra il costo di F1 e F2+3. Facciamo un esempio pratico per capirci:
Bioraria: F1=0,20E/kW F2+3 = 0,10€/kW
Monoraria: 0,15 €/kW
Conseguentemente, per chi è in casa tutto il giorno e utilizza maggiormente gli elettrodomestici nelle ore tra le 8 e le 18 converrà una tariffa monoraria. Al contrario, chi è fuori casa durante la giornata e utilizza prevalentemente gli elettrodomestici la sera o nei week end dovrà prediligere una tariffa bioraria perché utilizza la corrente elettrica nei momenti in cui cosa meno con tale tariffa.