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Sanità: liste d'attesa bloccate? Il diritto di curarsi non va in vacanza

"Mi trovo in una situazione disperata. Il mio medico di base mi ha prescritto una risonanza magnetica urgente (con priorità B - Breve, da eseguire entro 10 giorni), sospettando una patologia seria. Chiamando il CUP, però, mi sono sentito rispondere che 'non c'è posto' prima di 8 mesi. Mi hanno suggerito di provare in altre province o, peggio, di andare a pagamento nella stessa struttura, dove il posto c'è subito ma costa 200 euro. La mia pensione non me lo permette. Devo rinunciare a curarmi o indebitarmi per far valere un mio diritto?"

A cura dell’avvocato Carmen Agnello, del Direttivo di Confconsumatori.

La situazione è purtroppo una delle più frequenti e ingiuste che spesso molti cittadini si trovano ad affrontare, ma la risposta è netta: non bisogna né rinunciare né pagare di tasca propria l'intero importo. Il diritto alla salute, e quindi alla cura, è garantito dalla Costituzione e le lungaggini burocratiche non possono comprimerlo.

Esiste una normativa specifica (D. Lgs.124/1998, articolo 3 comma 12 e successive disposizioni regionali) a tutela del cittadino. Le "priorità" prescritte dal medico all’interno della prescrizione (U=Urgente, B=Breve, D=Differibile, P=Programmata) non sono proposte, ma determinano un vincolo temporale preciso per il Servizio Sanitario Nazionale. Se il CUP non è in grado di garantire una prestazione pubblica entro i tempi massimi previsti dalla priorità indicata dal medico (nel suo caso 10 giorni), scatta il diritto alla prestazione in regime di attività libera professionale intramuraria (intramoenia) a carico del SSN.

Cosa significa in pratica? Significa che la legge prevede per l’assistito l’effettiva possibilità di vedersi garantita l’erogazione delle prestazioni sanitarie nell’ambito delle strutture pubbliche, anche attraverso il ricorso all’attività libero professionale intramuraria a spese dell’azienda sanitaria, riservando al cittadino il solo pagamento dell’eventuale ticket, esattamente come se fosse una prestazione pubblica. La differenza di costo deve essere coperta dall'Azienda Sanitaria.

Per ottenere questo, non basta litigare allo sportello. Bisogna inviare un'istanza formale (tramite PEC o raccomandata, a mano/AR) al Direttore Generale della struttura sanitaria pubblica di competenza, chiedendo l'autorizzazione alla prestazione in intramoenia "in regime istituzionale" per mancato rispetto dei tempi d'attesa. È importante allegare la prescrizione del medico e indicare la data fissata dal CUP per l’erogazione della prestazione (per provare che è oltre i tempi previsti dalla normativa).

Se la Struttura sanitaria pubblica nega o non risponde, i nostri sportelli Confconsumatori sono pronti ad assistere per far valere questo diritto essenziale, perché la salute viene prima dei bilanci.

I cittadini possono contattare gli sportelli di Confconsumatori:

www.confconsumatori.it/gli-sportelli-di-confconsumatori/

 www.confconsumatori.it/spiegaci-il-tuo-problema/