Skip to main content

Abbonamenti online nascosti: perché continuano a prelevare soldi?

«Mi sono accorto che da mesi mi vengono addebitati piccoli importi sulla carta di credito per un servizio online che pensavo di aver utilizzato gratuitamente. È possibile che un periodo di prova diventi automaticamente un abbonamento?»

Sì, ed è proprio uno dei meccanismi commerciali più diffusi negli ultimi anni. Molte piattaforme digitali offrono periodi di prova gratuiti chiedendo però, già al momento dell’iscrizione, i dati della carta di pagamento. Alla scadenza del periodo promozionale, l’abbonamento si rinnova automaticamente a pagamento, spesso senza che il consumatore se ne renda conto.

Dal punto di vista legale, il rinnovo automatico è consentito solo se il professionista ha fornito informazioni chiare, comprensibili e facilmente visibili prima della conclusione del contratto. Clausole poco leggibili o informazioni nascoste possono integrare pratiche commerciali scorrette.

È quindi importante controllare periodicamente gli estratti conto bancari e verificare a quali servizi siano collegate le proprie carte. In molti casi gli importi sono modesti — pochi euro al mese — proprio per passare inosservati.

Il consumatore ha diritto di disdire l’abbonamento in qualsiasi momento seguendo le procedure previste dal contratto. Se invece il servizio è stato attivato senza consenso reale o con modalità ingannevoli, si può contestare l’addebito e chiedere il rimborso.

Particolare attenzione va prestata anche ai siti che promettono prove gratuite per dimagrimento, streaming, antivirus o giochi online: spesso dietro l’offerta iniziale si nascondono contratti continuativi difficili da interrompere.

Confconsumatori può assistere gli utenti nella verifica delle condizioni contrattuali e nella contestazione degli addebiti non dovuti, per contattare gli sportelli:

 Confconsumatori – Sportelli territoriali

 Confconsumatori – Sportello online