Carta fedeltà e privacy: possono usare liberamente i miei dati?

«Ogni volta che faccio la spesa mi propongono carte fedeltà e raccolte punti. Però, dopo averle attivate, ricevo continuamente pubblicità e telefonate commerciali. È normale?»
Le carte fedeltà sono strumenti molto diffusi e consentono ai consumatori di ottenere sconti, promozioni o premi. Tuttavia, attraverso questi programmi, le aziende raccolgono una grande quantità di dati sulle abitudini di acquisto dei clienti.
Il trattamento dei dati personali è consentito solo nel rispetto della normativa privacy e il consumatore deve essere informato in modo chiaro su come verranno utilizzate le informazioni raccolte. In particolare, il consenso per attività di marketing o profilazione commerciale deve essere libero e specifico.
Questo significa che il cittadino può aderire alla carta fedeltà senza essere obbligato ad accettare l’invio di pubblicità personalizzata o la cessione dei dati a terzi. Spesso, invece, i consensi vengono prestati senza leggere attentamente i moduli.
È sempre possibile revocare successivamente il consenso al marketing, chiedendo all’azienda di interrompere comunicazioni commerciali, SMS o telefonate promozionali.
Conviene inoltre prestare attenzione alle app collegate ai programmi fedeltà, che talvolta raccolgono dati ulteriori come geolocalizzazione o comportamenti di navigazione.
In caso di utilizzo scorretto dei dati personali o comunicazioni commerciali insistenti, il consumatore può far valere i propri diritti anche attraverso segnalazioni al Garante Privacy.
Confconsumatori offre assistenza ai cittadini anche nelle problematiche legate alla protezione dei dati personali e al telemarketing aggressivo, per contattare gli sportelli dedicati:
Confconsumatori – Sportelli territoriali
Confconsumatori – Sportello online