Associazionismo e volontariato in Italia – Un confronto con gli altri Stati Europei [Parte 2]

Nella Prima Parte di questo rapporto – pubblicato a inizio Ottobre – è stato fatto il punto sul volontariato e l’associazionismo in Italia.

 

I risultati di un censimento Europeo realizzato da EUROSTAT ci permettono di mettere a confronto ciò che succede in Italia con quanto avviene negli altri stati dell’Unione Europea. I dati – anche se si riferiscono al 2015 - sono importanti perché è la prima volta che a livello europeo vengono raccolti in maniera sistematica informazioni sul volontariato.

È interessante anche analizzare come età, sesso, livello d’istruzione e reddito delle persone condizionino la propensione a impegnarsi nel sociale. Ci sono risultati inaspettati che in parte contrastano con l’immagine che avevamo di alcuni Paesi europei.

Il primo dato sorprendente riguarda proprio l’Italia che è in fondo alla classifica, al 22esimo posto su 28, con solo il 12% della popolazione coinvolta in attività di volontariato organizzato.

Nello stesso tempo i paesi nordici con un welfare avanzato ma con una cultura spiccatamente individualista sono ai primi posti.

La ricerca EUROSTAT mostra anche come ci sia un effettivo bisogno di volontariato per dare risposte ai tanti che non hanno punti di riferimento e non sanno a chi chiedere aiuto. Questo bisogno in Italia è più diffuso (13% della popolazione contro una media europea del 6%).

C’è anche bisogno di socializzazione, di rompere l’isolamento e la ricerca EUROSTAT analizza anche la familiarità che gli anziani Europei hanno con l’uso dei canali sociali; anche in questo settore purtroppo l’Italia è agli ultimi posti della classifica.

Buona lettura!

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2020