Il Direttivo Regionale ANCeSCAO del Veneto incontra la Commissione Nazionale "Coesione Sociale"

ANCeSCAO Veneto - Incontro con Commissione Nazionale "Coesione Sociale"

Sabato 31 gennaio 2015 si è tenuto presso il “Centro Ricreativo Anziani” di Mogliano Veneto (TV) l’incontro tra la “Commissione Coesione Sociale” e l’esecutivo del Coordinamento Regionale del Veneto alla presenza dei Consiglieri Nazionali e i Direttivi dei Coordinamenti Provinciali ANCeSCAO del Veneto” (Rovigo, Venezia, Treviso, Belluno, Verona, Vicenza, Padova).

All’incontro erano presenti per la Commissione di Coesione Sociale Gianni Dall’Armi-Cordinatore- e Gianfranco Camponuovo.

ANCeSCAO Veneto e commissione nazionale coesione sociale 2

In apertura il Presidente del Coordinamento Regionale ANCeSCAO del Veneto Tonino Franceschetti ha ricordato l’incontro di due giorni di formazione condotti da Andrea Mazza rivolto ai Dirigenti dei Centri del Veneto (8-9 Gennaio 2015) organizzato a Montegrotto (PD) evidenziando la volontà del Coordinamento regionale del Veneto ad avere il confronto con tutte le Commissioni nazionali.

Gianni Dall’Armi ha avviato la discussione attraverso delle slides che hanno evidenziato i temi ai quali la Commissione di Coesione Sociale ha fatto riferimento con il documento “CERCANDO IL CONFRONTO PER COSTRUIRE INSIEME LA COMUNITA” e che sono stati codificati nella Conferenza di Organizzazione di Riolo Terme, dall’Assemblea Nazionale di Bellaria, dalla Commissione di Rinnovamento e dal questionario C.a.R.S.

Il dibattito ha messo in evedenza la neccessita che la nostra Associazione aggiorni il suo progetto politico rispetto alla grave crisi economica che sta attraversando il paese.

Le famiglie faticano ad arrivare a fine mese e il livello di disoccupazione è sempre più preoccupante particolarmente nei confronti dei giovani.

La nostra Associazione con i suoi 1400 Centri e 400.000 tesserati è una grande forza che opera nella società e deve contare di più nei confronti delle istituzioni (Governo, Regioni e Comuni) ed essere rappresentata efficacemente nel Forum del Terzo Settore per ottenere risultati importanti che migliorino la qualità della vita degli anziani e delle loro famiglie.

Un progetto politico che deve comprendere le tematiche riguardanti le donne, i giovani, i nuovi cittadini ma soprattutto creare le condizioni affinchè questa diventi un'unica Associazione superando divisioni che a volte sembrano di carattere personale.

Programmare saltuariamente Esecutivi di Presidenza e Consigli Nazionali nei territori dove si presentano problematiche potrebbe aiutare a costruire rapporti di unità.

Credo che passato il periodo (lungo) che la nostra Associazione ha impiegato per la definizione delle regole e delle modifiche statutarie si debba avviare a tutti i livelli il confronto per dare risposte di rinnovamento dei nostri centri attraverso una nuova partecipazione ritrovando unità e senso di appartenenza.

Quindi diventa neccessario affrontare le questioni che riguardano:

  • La valorizzazione del ruolo delle donne attraverso una campagna di sensibilizzazione culturale a tutti i livelli che si prefigga lo scopo di raggiungere la “PARITA’ DI GENERE” nell’Esecutivo e nel Consiglio Nazionale.

Tutte le Istutuzioni a livello mondiale riconoscono la neccessita di affrontare la questione femminile in termini di parità di genere, noi non possiamo continuare con il luogo comune “..non sono i numeri che contano ma la qualità…”

  • Il processo di rinnovamento che permetta l’ingresso di nuovi “anziani”.

Gli anziani che oggi arrivano all’età della pensione sono persone con un livello scolastico e culturale molto più alto, e sempre meno spesso si riconoscono nel target di attività proposte dai nostri Centri.

Diventa neccessario sviluppare nuove politiche aggregative con nuove attività, nuova partecipazione, accoglienza e senso di apparteneneza

A questo proposito riteniamo importante ritornare a considerare il limite dei MANDATI sia per i Presidenti dei Coordinamenti Provinciali, Regionali, Consiglio Nazionale e Centri.

  • L’apertura alla partecipazione dei giovani nei nostri Centri è vitale per il futuro dei nostri Centri.

Il questionario C.a.R.S. dimostra che solo il 5,5% degli aventi una età tra i 35 e i 49 anni e il 2% trai 18 e i 34 anni è iscritta nei nostri Centri.

Bisognerà immaginare una gestione che permetta utilizzo degli spazi,programmazioni di attività in modo autonomo, e se neccessario modificare gli statuti prevedendo la sezione “anziani”e la sezione giovani evitando imposizioni autoritarie e a volte privatistiche.

Da non escludere direttivi composti da giovani e anziani magari pensando ad incontri serali che possano permettere la partecipazione dei giovani generalmente impegnati in attività giornaliere (studio-lavoro).

Per tutte queste problematiche le Commissioni istituite dall’Esecutivo Nazionale possono diventare strumenti importanti per creare un rapporto più chiaro e costruttivo utile a tutta l’Associazione.

Certo c’è molto da lavorare, ma forse la strada giusta è proprio questa.

Commissione Coesione Sociale, il coordinatore Gianni Dall’Armi

Veneto, 2015