POD e PDR cosa sono e a cosa servono

«Ho scaricato dal portale internet del mio fornitore di gas un modulo per un reclamo. Al momento della compilazione mi sono accorta che richiedono di indicare il codice PDR. Ma cos’è e dove posso trovare questo codice?»

Risponde l’esperta Francesca Campanini, di Confconsumatori Parma

Ogni fornitura di gas e luce è contrassegnata da un codice identificativo del punto fisico di consegna. Per l'energia elettrica abbiamo il POD, mentre per il gas naturale abbiamo il PDR. In questo modo ogni punto di distribuzione che arriva a un contatore è identificato a livello nazionale. A quello specifico POD o PDR corrisponde una e una sola fornitura. Non potranno esistere due codici uguali.

Questo codice resta uguale anche in caso di voltura, subentro o cambio di gestore e viene fornito al consumatore finale nel momento in cui viene effettuato un allacciamento della fornitura dell'energia elettrica di un immobile alla rete nazionale, quindi nel momento in cui viene istallato il contatore. Il contatore avrà a sua volta un numero di matricola che non è da confondere con il codice POD o PDR.

Il POD (Point of Delivery che tradotta in italiano diventa Punto di Prelievo) è una composizione alfanumerica costituita da alcuni elementi obbligatori che vanno a formare una sorta di codice fiscale. Innanzitutto, il POD comincia con “IT”, che identifica, appunto, l’Italia. Seguono poi tre cifre che rappresentano l'identificazione della società che si occupa di fornire il servizio di energia, a cui viene agganciata la lettera E, con funzione convenzionale nazionale, per indicare la fornitura di energia elettrica. Subito dopo seguono otto cifre che servono ad indicare il punto di prelievo nazionale specifico.

Il PDR (Punto di Riconsegna) è composto da 14 cifre. Quattro cifre del codice identificano l'azienda di distribuzione del gas, mentre le altre 10 costituiscono il codice dell'utente.

Questi codici servono a collegare l’utenza ad un cliente e saranno indispensabili per la gestione del contratto. Al momento dell’attivazione, infatti, ogni POD o PDR verrà “legato” ad un codice fiscale che ne acquisirà la possibilità di agire. Si consiglia la verifica, una volta giunta la fattura a casa, che i dati personali siano corretti poiché sono quelli che accompagnano i codici di fornitura. Se, per esempio, il nostro codice fiscale non è esatto, avremo poi dei problemi nel caso volessimo cambiare gestore o chiudere l’utenza.

Questi codici identificativi della fornitura sono presenti in fattura e dovranno, per i motivi sopra indicati, sempre essere indicati nel caso di reclamo, ma anche per variazioni di contratto, richieste di informazioni, cambio di gestore, etc. Gli stessi dati sono anche indicati sui contatori di ultima generazione e possono essere letti comodamente dal display.

Vi ricordiamo che è attivo lo Sportello “Energia: diritti a viva voce” http://www.energiadirittiavivavoce.it/ che può esservi di aiuto per tutte le problematiche legate a luce, acqua e gas.

2020