Trasloco e stato di emergenza sanitaria

«A fine ottobre 2020 ho inviato la disdetta del contratto di locazione e a fine aprile 2021 dovrei liberare l’immobile. Posso effettuare il trasloco in altra Regione durante le restrizioni? Oppure, nel caso venga prolungato lo stato di emergenza, devo chiedere al proprietario di potermi trattenere oltre la data di scadenza pattuita?».

Risponde l’avvocato Mara Menatti di Confconsumatori Parma

Il Decreto Legge n. 30 del 13.03.21 stabilisce misure urgenti per fronteggiare i rischi sanitari connessi alla diffusione del Covid -19, di fatto inasprendo le restrizioni sino al 6 aprile p.v. rispetto a quanto già stabilito dal precedente DPCM e valevole sino al prossimo 27 marzo.

Pertanto, per chi deve traslocare in un’altra città, fuori dal Comune o dalla Regione di residenza, i divieti in vigore potrebbero essere un problema; sino almeno al 6 aprile 2021, infatti, sono vietati gli spostamenti interregionali, mentre in zona arancione e rossa non si può uscire dal Comune. E’ necessario, inoltre, porre costante attenzione alle disposizioni regionali e ad eventuali modifiche in itinere dovute all’incidenza cumulativa settimanale dei contagi se superiore a 250 casi ogni 100.000 abitanti, sulla base dei dati validati dell’ultimo monitoraggio disponibile.

Premesse le limitazioni, sono però giustificati gli spostamenti per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o per motivi di salute, con obbligo di autodichiarazione.

Il trasloco, qualora non sia procrastinabile, rientra tra le ipotesi di necessità e urgenza ammesse anche in zona arancione, arancione scuro e rossa, non importa se fuori dal Comune o dalla Regione. L’urgenza deve essere documentata: il contratto di affitto scaduto, il rogito dell’acquisto della nuova casa, lo spostamento delle utenze - e ciò comporterebbe restare senza luce, acqua e gas -  o il cambio di residenza. Prima delle operazioni di sgombero è bene informare la Prefettura del comune di residenza, allegando un documento con i dati personali, gli indirizzi, le date e le motivazioni del trasloco, mentre nel giorno stabilito è preferibile essere muniti della documentazione che prova la necessità dello stesso, da mostrare in caso di controllo da parte delle Forze dell’Ordine, oltre al modulo di autocertificazione.

Le ditte di traslochi rientrano tra le attività operative anche in caso di restrizioni. Se ci si affida ad una di esse, vi sono degli accorgimenti da rispettare per ridurre il rischio di contagio, quali, distanza di 1 metro tra le persone, utilizzo di materiali di protezione come mascherine e guanti in lattice, pulizia con alcool di ogni superficie, lavaggio e disinfezione delle mani, divieto di assembramento, limitazione a un solo membro della famiglia ad assistere ai lavori e naturalmente che nessuna persona coinvolta nelle operazioni, compreso il committente, abbia febbre o sintomi influenzali. Inoltre, anche le scatole del trasloco vanno disinfettate e igienizzate prima di essere riposte nella nuova abitazione. Nel caso in cui si decida di operare in autonomia è bene farlo solo tra i componenti della famiglia, osservando le dovute precauzioni. Qualora si viva in Condominio, prima del trasloco, sarebbe buona norma avvisare i vicini, condividendo con loro data e ora dell’operazione. Ciò offre a tutti coloro che si trovano nelle immediate vicinanze l’opportunità di evitare contatti non necessari.

Concludendo, qualora il trasloco della signora rientrasse tra le ipotesi di necessità e urgenza, nulla osterà allo spostamento, nel rispetto delle norme di cui sopra. (Articolo aggiornato al 15 marzo 2021)

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